THE DIVISION 2 – A PRIMA VISTA

The Division 2? E che è?

Ho avuto un approccio particolare a The Division 2; non ho giocato al primo capitolo della saga, non conoscevo il tipo di gioco fino a poche ore prima di averlo comprato, non sapevo cosa aspettarmi. E devo essere onesto: sono francamente confuso.


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Non capisco a fondo

The Division 2 non è il primo gioco che mi fa dire “Mah, non mi piace granchè”, eppure continuo a giocarci; tuttavia è il primo che delude e appaga al tempo stesso. Dopo 10 minuti di partita ho capito che fondamentalmente parliamo di Destiny declinato in versione post-apocalittica contemporanea. Già l’idea in se non mi ha entusiasma, tuttavia il sistema di shooting e le buone impressioni avuto con Ghost Reacon Wildlands (titolo Ubisoft più simile a The Division 2 a cui abbia giocato recentemente) mi hanno convinto ad acquistarlo ugualmente.

Compito svolto in maniera ineccepibile

Graficamente il gioco è stupendo, con una riproduzione magnifica di Washington D.C., fedele ed estremamente realistica. Anche il comparto audio è davvero ottimo, dando un’ulteriore step di miglioramento all’immersività del gioco. La scelta del TPS, per quanto non mi faccia quasi mai impazzire, funziona bene, così come il sistema di shooting, davvero molto molto valido, persino migliore di Wildlands. Insomma, è il classico gioco che prende il precedente capitolo e lo migliora in tutto. Questo lo dico per sentito dire, ovviamente. Tecnicamente è ineccepibile! Persino l’IA dei nemici non è da buttare, anzi; spesso sarà proprio l’aggressività e i tentativi di accerchiamento dei nemici a mettervi in difficoltà. Ma allora in cosa “fallisce” questo gioco?


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Storia? Meeeeeh

La trama principale è debole, mal narrata e priva di emozioni. Non si ha la sensazione di responsabilità che dovrebbe trasparire da questo tipo di ambientazione e dal ruolo che ricopriamo all’interno del gioco. Si capisce fin da subito che il gioco punta poco sul Single Player, e molto di più sull’aspetto Multiplayer e cooperativo. Il che è comprensibile e condivisibile, ma fino ad un certo punto. Diciamo che questo tipo di problematica è condivisa anche con Wildlands con cui mi piace paragonarlo. Tuttavia c’è un aspetto persino peggiore della trama sterile e mal narrata.

Mondo di gioco? MEEEEEEEEEEEH

Siamo immersi in un mondo grande, con tante piccole chicche, passaggi nascosti tra i palazzi e tanta varietà di paesaggio. Tuttavia questo mondo è fermo, immobile. Non c’è interazione con l’ambiente, se non con i nemici. Tutto è presente solo ai fini di gameplay; tutto può diventare una copertura, ma niente di più. Ci sono macchine che non esplodono, su cui non si può salire, che non si possono lootare. Hanno preso un arena di un FPS arena, appunto, e l’hanno trasformata in una città, con automobili al posto di blocchi di cemento e con zainetti abbandonati al posto degli spawn delle armi. Trovo questa scelta assolutamente anacronistica e devastante dal punto di vista del gameplay. Quel che fai nei primi 30 minuti di gioco, è quel che farai tutta la partita, solo a livello diverso, con armi diverse e con attrezzature/skill diverse.


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Allora perchè ci gioco?

Eppure ci sto giocando. Si, perchè hanno reso questo mondo sterile improvvisamente vivo, dando al gioco l’impronta quasi di un MMO. Puoi chiedere aiuto e chiunque può venire a darti una mano, così come tu stesso puoi “invadere” il mondo di un altro giocatore per dargli supporto. Il Multiplayer è l’unica vera ragione valida per giocare a The Division 2, almeno l’unica che io abbia trovato fino ad ora. È senza dubbio un gioco che mi lascia perplesso, ma che tuttavia ha il suo perchè, ha il suo scopo, anche se è un guscio bellissimo senza anima. Lo consiglierei, solamente se avete qualcuno con cui giocarci; in realtà qualcuno lo troverete sempre, il che è un gran bene. Davvero, l’unico divertimento dato da questo titolo è la longevità garantita dal poter svolgere le missioni in cooperativa con altri giocatori con cui poter comunicare, organizzarsi e preparare di volta in volta tattiche sempre diverse. Non fosse per questo, c’è molto di meglio sul mercato.


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