SEKIRO – A PRIMA VISTA

Non sempre la prima impressione è quella giusta

Non si dovrebbe giudicare un libro dalla copertina, non si dovrebbe dare un giudizio prima di averne letto l’ultima pagina. Tante belle frasi, di cui però non teniamo mai conto il valore ogni volta che esce un nuovo gioco. Sekiro, ultima fatica di From Software e di Hidetaka Miyazaki, è già un capolavoro a detta di tutti, nonostante sia uscito “solo” venerdì. Le virgolette sono d’obbligo perchè immagino che ci siano molti videogiocatori che l’hanno già finito, magari due volte. Metacritic ha già dato il suo verdetto, con stampa e utenza che hanno promosso a pieni voti il gioco.


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Cosa ne penso io?

Il mio hype su questo gioco era poco, devo essere onesto. Ho amato la trama del primo Dark Souls, ho adorato l’ambientazione e la storia di Bloodborne, ma ho sempre odiato profondamente la necessità di rendere questi titoli eccezionali dei banchi di prova per la pazienza dei giocatori. Esatto; credo fermamente che i Souls e affini di Bloodborne vadano a premiare più la pazienza, la calma, e lo studio meccanico da parte del giocatore di tutti i nemici e dei loro pattern d’attacco, piuttosto che la reale abilità del giocatore di gestire una situazione. Questo rende i titoli frustranti, ma non perchè difficili, bensì perchè incapaci di creare una varietà nel gameplay; il giocatore è costretto a ripetere meccanicamente ogni volta gli stessi passaggi, per arrivare alla fine al risultato sperato e tanto agognato.

Primo impatto con Sekiro

Appena ho visto Sekiro, l’ho bocciato. Onestamente è andata proprio così. Quando mi son reso conto che non era un vero e proprio GDR, o almeno non come eravamo abituati dai Souls, ho iniziato a storcere il naso. Così come l’ho storto ancora di più quando ho notato, con grande disappunto, la sparizione della stamina in favore della postura. Apparentemente inconcepibile, ho deciso comunque di dare una speranza a questo titolo. E meno male.


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Soliti problemi, ma…

Parliamoci chiaro; i problemi tipici di From ci sono tutti. Nemici sbilanciati, telecamera diabolica, compenetrazioni varie ed eventuali, hitbox casuali (a volte), difficoltà artificiale ed artificiosa. Niente di strano. Però a differenza dei titoli precedenti, in cui il genio era da ricercare nell’ambiente e nel contesto narrativo che ci circondava, qua il fulcro vincente del gioco è il sistema di combattimento. È raro che mi emozioni o che comunque mi affezioni ad un gioco soltanto per il gusto di combattere con un determinato sistema; erano state eccezioni Final Fantasy XV e Hellblade Senua’s Sacrifice e ora posso dire che anche questo Sekiro merita una run già solamente per il sistema di combattimento. Si possono fare i parry senza essere laureati in fisica! Rendiamoci conto già da questo della rivoluzione; intuitivo, bello e DIVERTENTE! Questa parola non la abbinavo da tempo ad un videogioco tripla A. Divertimento, che dovrebbe essere alla base di ogni intrattenimento videoludico e che invece latita tanto nei giochi di oggi. Almeno a parer mio.

In più…

Non c’è solo il sistema di combattimento ad essere rivoluzionato. La narrazione è più occidentale, finalmente direi. Niente più necessità di cercare stralci di trama nelle descrizioni degli oggetti sparsi in giro, niente più giri di parole ed enigmi di risolvere. Narrazione diretta, non troppo velata ma con il giusto quantitativo di mistero ed intrigo. In più quella che per me è la rivoluzione più importante, persino più di quella del combat system, è l’approccio alle situazioni; infatti, finalmente, abbiamo la possibilità di scelta. Possiamo andare a muso duro contro tutto ciò che ci si para davanti, oppure scegliere la strada più soft, lo stealth, il gioco d’astuzia. Questo dà qualcosa in più anche alle boss fight, che se fallite in una maniera, possono essere affrontate in un’altra, magari più efficacie, magari meno. Questo dà comunque varietà e senso di sfida, più che la meccanica ripetizione di schemi di combattimento già consolidati.


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Però la trama mi spaventa

Ho giocato fino ad ora poco, circa 4/5 ore, e non ho ancora neppure raschiato la superficie della trama. Tuttavia ho paura di aver capito dove si andrà a parare. Ne parlerò probabilmente nel podcast di domenica, senza fare spoiler, o facendone il meno possibile. Ma prima voglio accumulare più ore possibili sul gioco, per vedere se effettivamente le mie teorie trovano conferme e smentite.

Concludendo

Cosa penso dunque di questo Sekiro? Penso che potrebbe essere il gioco migliore della From, proprio perchè hanno stravolto il concetto di “gioco” che si erano cuciti addosso. Rimane comunque un gioco volutamente, e spesso inutilmente, difficile e punitivo, fino a rasentare l’esasperante ed il ridicolo in alcuni momenti. Questo non toglie che lo sforzo fatto per rivoluzionare un’idea di gioco tanto vincente come quella dei Souls, sia davvero ammirevole e che, per quanto mi riguarda, è valsa la pena prendersi questo rischio. Brava From, bravo Miyazaki.


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