6 NOVITÀ CHE VORREI NEI GIOCHI POKÈMON

Appassionato da una vita

Inutile dire che la mia generazione, quella composta da chi è nato tra l’inizio e la metà degli anni ’90, è stata la più colpita dal fenomeno Pokèmon fin dal loro debutto. E fin dal loro debutto su Game Boy, io li seguo, li catturo, li alleno, li amo. Non mi sono mai perso una generazione, mai un gioco della saga principale. Sempre sul pezzo, sempre attento a tutte le modifiche e le piccole novità introdotte da Game Freak, sempre sulla breccia dell’entusiasmo ad ogni annuncio di un nuovo titolo.


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Ci sono cose che vorrei vedere (o rivedere)

Avendo bene idea, fin dagli albori, di cosa sia e cosa rappresenti un gioco Pokèmon, mi sono sempre fatto una lista di cose che avrei voluto vedere nei suddetti titoli. Da bambino ovviamente erano cose assurde e improbabili, poi, mano a mano che crescevo, le mie “pretese” sono diventate più chiare e coerenti con il mondo. Quest’anno ho voluto fare un bel punto della situazione, mettendo giù una lista di 6 novità che assolutamente vorrei in Pokèmon Scudo e Spada (e che sicuramente non ci saranno).

1- Creazione del personaggio

Essendo un RPG di base, vorrei che il mio PG non fosse il classico bambino predestinato, arrivato da un’altra regione e che in men che non si dica diventa l’eroe che salva tutti al fianco dei propri Pokèmon, facendo le scarpe a tutti gli allenatori esperti presenti in loco. Vorrei la possibilità di creare un PG da 0, non sulla base di 4 template fondamentali. Possibilità di scegliere un minimo di background, età, provenienza. Insomma, roba che tradizionalmente negli RPG di stampo più classico è presente. Certo, è poca roba a confronto di altre meccaniche molto più interessanti. Ma darebbe già un po’ di varietà a giochi che si stanno fossilizzando su idee troppo vecchie e consumate.


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2- Pokèmon in 3D visibili nel mondo

L’idea dei Let’s GO, un’ibrido tra la classica meccanica dei giochi tradizionali e Pokèmon GO, era semplicemente geniale. Vedere fisicamente i Pokèmon ti permette di scegliere selettivamente cosa catturare, quando affrontare quel Pokèmon, e soprattutto evitare mille interruzioni indesiderate in posti inutili, tipo grotte e dungeon. Funzionava semplicemente. Poi, rivedrei il sistema di cattura, quello sicuramente. Ma l’idea di base era assolutamente ottima ed era, a mio avviso, da confermare nei giochi della serie canonica.

3- Sfide più difficili

Parliamoci chiaro, gli ultimi giochi di Pokèmon sono obiettivamente facili, fin troppo se confrontati con i classici della serie. Vorrei la possibilità di sfidare e ri-sfidare gli allenatori trovati lungo il percorso in ogni momento del gioco, ma sempre ad un livello di sfida alto. Basterebbe rendere l’IA del gioco un po’ più avanzata, e soprattutto adattare il livello dei Pokèmon dei propri avversari a quello dei propri. Sarebbe un passo avanti gigantesco, rendendo il gioco decisamente più complesso e allo stesso tempo longevo. Idem varrebbe per le sfide nelle palestre, da rendere complicate quasi come giocare contro un avversario umano in carne ed ossa. Insomma, questi tizi sono gli 8 allenatori migliori della regione, e spesso basta avere il Pokèmon counter naturale del tipo di riferimento in squadra, con una mossa da spammare in continuazione, per sconfiggerli. Non è nè logico nè avvincente.


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4- Open Map

Sapete perchè Pokèmon Rosso/Blu sono i migliori giochi di sempre? Perchè c’è assoluta libertà di movimento! I giochi non sono dei corridoi in cui ti viene negata la possibilità di fare qualsiasi cosa non sia prevista dagli sviluppatori. In Rosso/Blu potevi scegliere se sconfiggere Sabrina subito o meno, potevi anche scegliere di battere Koga, poi volare a Biancavilla, fare surf e andare all’isola Cannella, battere Blaine, poi andare a battere Sabrina…insomma, potevi fare come ti pareva! Questo è motivante e divertente. L’attuale meccanica è solo frustrante e limitante, dandoti la sensazione di non essere parte attiva nel gioco ma semplicemente quello che schiaccia i bottoni nella giusta successione. Che noia! Questo ovviamente sarebbe possibile solo con l’adattamento del livello dei Pokèmon di tutti gli allenatori della regione al proprio livello attuale.

5- Nuova lega Pokèmon

La Lega Pokèmon è da sempre il momento più epico del gioco: la lotta tra noi, ormai esperti allenatori che ci siamo fatti il culo, ci siamo allenati e abbiamo sconfitto i migliori allenatori della regione, e i 4 mega campioni in grado di sconfiggere chiunque gli si presenti di fronte. Molto avvincente, ma come per le palestre, anche questa meccanica lascia il tempo che trova se poi la capacità di adattamento di chi ci troviamo di fronte è pari a 0. Un cambiamento come quello suggerito nel punto 3 potrebbe già essere sufficiente. Ma mi sento di consigliare un’ulteriore rivoluzione: perchè non rendere la Lega Pokèmon similare a quella vista nel cartone animato, ossia un grande torneo, in cui i migliori allenatori si sfidano per il titolo di campione? Sarebbe semplice, basterebbe creare allenatori proceduralmente, con un livello di sfida sempre crescente mano a mano che si avanza nel torneo. Magari si potrebbero inserire proprio gli stessi allenatori (capipalestra compresi) che nel corso dell’avventura ci hanno dato più filo da torcere, tipo il sistema Nemesys usato nei titoli “L’ombra di Mordor” e “L’ombra della Guerra”. Concluso il torneo, sfida con il campione in carica. La battaglia delle battaglie. In più io renderei questo torneo a tempo, quindi non sempre disponibile. Ma sbloccabile solamente in alcuni momenti specifici.


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6- Premiare l’abilità, non la pazienza

Il problema FONDAMENTALE dei giochi Pokèmon delle ultime generazioni è stato che anzichè premiare l’abilità del giocatore, si va a premiare la pazienza, ossia quante ore si spendono sul suddetto gioco. Questo vale tanto per il single player quanto per il competitivo PvP. Non è logico, nè giusto, che chi ha tanto tempo da investire in un gioco sia privilegiato in chi magari ha meno tempo ma ha le giuste idee e le giuste strategie di combattimento in testa. Questa cosa è portata all’estremo nella creazione del team competitivo, in cui servono ore e ore e ore solamente per avere un Pokèmon con le giuste caratteristiche, per poi doverlo far livellare e allenare. A patto di non devergli dare mosse speciali “ereditarie”. E questo processo si complica ulteriormente per quanto riguarda i leggendari. Assurdo, semplicemente assurdo. Non ha nessuna logica dover passare 300/400 ore su un gioco semplicemente per poter giocare in competitivo in maniera pseudo accettabile. Vogliono a tutti i costi eliminare i PowerSaves, ma così non fanno che incentivarli. Serve un drastico cambio di rotta

Cambiamento non fa rima con Giappone

In Giappone, nonostante siano uno dei paesi più tecnologici del mondo, sono poco avvezzi al cambiamento. La loro fusione di tradizione e modernità è ammirevole e spettacolare. Tuttavia, è difficile far cambiare direzione ad un giapponese. Così, quando all’annuncio di Sole e Luna furono annunciati cambiamenti radicali, io ci credetti; quando poi vidi qual’era il concetto di “cambiamento” in Game Freak, capii che certe modifiche non le vedremo mai nei giochi Pokèmon, non perchè non fattibili ma perchè non è nel DNA dei giapponesi rischiare tanto in un videogioco che deve mantenere comunque saldi i suoi legami con il passato.


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2 pensieri su “6 NOVITÀ CHE VORREI NEI GIOCHI POKÈMON

  1. I designer giapponesi sono il tipo di persona che nasce piromane e muore pompiere: Pokemon aveva un suo che di innovativo (a meno che non si consideri il concetto di Pokemon come derivato di Shin Megamu Tensei) ma una volta visto che l’idea sbancava, hanno iniziato a clonarlo e a usare sempre le stesse strategie di vendita a coppie: rosso e blu, sole e luna… mancano solo fascio e zecca, ormai 😛

    Ma non è un vizio esclusivo dei giapponesi, un po’ in tutto il mondo, si cerca la sicurezza di vendita clonando vecchi successi e quando ti cambiano una virgola, sembra chissà quale innovazione 😛

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    1. Lavoro nel commercio per cui capisco e accetto trucchetti di vendita tipo quello di pubblicare una coppia di giochi sostanzialmente identici, con quelle piccole differenze sufficienti per vendere lo stesso gioco due volte. Davvero, lo capisco e lo accetto.

      Quel che non accetto è la presa in giro: non puoi farmi vedere tutti gli anni un pinguino, poi promettermi un leone e quando è il momento, scopri che in realtà è un pinguino travestito da leone (che metafora!!!). Credo che questa sia stata la più grossa mancanza di rispetto e di fiducia verso il proprio pubblico di riferimento; vero che non vogliono rischiare nulla per evitare di perdere vendite, ma allora non promettete rivoluzioni!

      Che poi, tanto, quelli come me i giochi li comprano a prescindere, solo perchè sulla scatola c’è la scritta “Pokèmon”, per cui in fondo hanno ragione loro. XD

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