ABBIAMO PROVATO KINGS OF WAR…

Wargames e passione

Come ben saprai, la scorsa settimana sono stato alla fiera del modellismo di Novegro (MI)  con l’amico Nerd_Side, in cui era presente anche un ampio spazio dedicato ai wargames (leggi il post in cui ne parlo QUI). Durante la manifestazione, un signore si è avvicinato a noi con il tipico fare sospetto e allo stesso tempo sgargiante di chi vuole venderti qualcosa. Ma in realtà non voleva venderci nulla; voleva solo proporci un nuovo wargame, l’ennesimo aggiugerei io, ma unico nel suo genere: Kings of War. Perchè avrebbe dovuto interessarci un altro gioco similare in ambientazione, stile di gioco e regolamento a Warhammer, gioco per cui abbiamo già speso MOLTO tempo e soprattutto denaro? Per più ragioni, tutte molto valide.


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Wargames e PROBLEMI

I wargames hanno molti problemi, alcuni aggirabili o trascurabili, altri veramente grossi. Primo tra tutti, non esiste un wargame realmente bilanciato; persino i migliori hanno qualche piccola falla regolamentare che permette ad un’armata di essere di gran lunga più forte delle altre. Secondo problema, molto GROSSO, è la quantità di denaro che c’è sempre da investire in questa passione, e non parlo solamente dei soldi necessari per acquistare i modelli, ma anche per tutto quel che concerne il modellismo vero e proprio, ossia pennelli, colori, materiale per assemblare e decorare i modelli….insomma, tutto costa. E non poco. Terzo problema, serve spazio; la prima armata riuscirete a gestirla, la seconda la incastrerete in qualche maniera. Alla terza, sarete nei guai. Anche perchè non basta lo spazio per tenere i vostri modelli; serve anche spazio per il gioco vero e proprio. Giusto lunedì, stavo giocando ad Age of Sigmar con il mio amico, e ad un certo punto della partita, ci siamo entrambi guardati attorno: la mia sala, che è tutto fuorchè piccola, era PIENA di leggii improvvisati sulle sedie, ognuna con un librone diverso aperto per le magie, regole di battaglia, regole delle unità, regole varie ed eventuali…sembrava lo studio di qualche astrofisico, mentre era un normale tavolo da gioco di due malati di wargames.


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Entrata a gamba tesa di Kings of War

In questo panorama di apparente caos e disperazione, KoW si propone come alternativa valida per un larghissimo pubblico di appassionati. Infatti la primissima caratteristica che ci ha attirato e ha catturato la nostra attenzione è “La casa madre permette di giocare con tutti i modelli coerenti con l’universo narrativo fantasy.”. Ergo, si può giocare qualsiasi modello che si possieda già, basta che sia in una scala verosimile, e che sia coerente con il tipo d’armata che si vuole costruire. In alternativa, puoi prendere qualsiasi modello tu trovi su internet, e adattarlo al regolamento del gioco. Un enorme vantaggio. Unica limitazione, specialmente per chi come me gioca ad Age of Sigmar, la dimensione e la forma delle basette. Problema facilmente arginabile o comunque risolvibile con pochi euro.


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E poi il regolamento…

Se già KoW ci aveva attirato con questa apertura totale alle contaminazioni da altri sistemi di gioco, quel che ci ha davvero meravigliato è stato il regolamento. Semplicissimo ed estremamente preciso al tempo stesso. Se da una parte Warhammer eccelle per regolamenti arzigogolati, scritti male e spesso interpretati anche peggio, con pagine infinite di FAQ, questo si presenta estremamente chiaro, anche se apparentemente più complesso. La realtà è che il regolamento di KoW è molto più tattico, più adatto ad un wargame, mentre quello di Age of Sigmar in particolare, sembra più la derivazione da un gioco Skirmish, in cui posizionamento in campo conta davvero poco, o almeno in modo soltanto marginale. Le unità anzichè essere considerati agglomerati di singoli modelli, funzionano veramente come fosse lo schieramento stesso un unico modello. Durante la battaglia non perderete 1 modello per volta, ma accumulerete punti ferita finchè l’intera unità non andrà in rotta. In più su KoW conta molto dove farete il vostro movimento di carica: se infatti vi troverete con il fianco scoperto, e un’unità nemica vi caricherà proprio li, potrà farvi il doppio degli attacchi. Se vi caricasse nella retroguardia, ne farebbe il triplo! Finalmente, aggiungo io!


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E una volta sul campo di battaglia?

Dopo averlo provato, il gioco ci ha convinto: bello, ben bilanciato, molto più rapido e dinamico rispetto ad un Warhammer estremamente complesso e dispersivo, tattico quanto basta e aleatorio il giusto. Avendo provato con pochi modelli, la nostra battaglia è durata mezz’ora o poco più; non è facile dare un giudizio completo su una partita del genere, soprattutto perchè siamo abbastanza convinti di aver sbagliato l’applicazione di molte regole, anche per via della nostra inesperienza. Tuttavia siamo abbastanza convinti entrambi a costruire una piccola armata per questo gioco, e alternarlo a Warhammer.

In definitiva: Warhammer o Kings of War?

Bella domanda. La risposta migliore è “Dipende”. Se sei un neofita dei wargames, KoW è sicuramente un’alternativa più allettante, più facile ed immediata, meno dispersiva e soprattutto più economica. Ti dà tutte le sensazioni del wargame, senza essere estremo nelle sue caratteristiche e nei suoi requisiti di base. Con 4 modelli in croce ci si può già divertire in modo più che adeguato. Dall’altra parte, la mia sensazione avuta giocandoci, è più quella del boardgame tradizionale, più adatto appunto ad un pubblico ampio, piuttosto che alla nicchia di pochi eletti del wargame. Non è un difetto, ma questa caratteristica smorza la sensazione di epicità che si ha quando si combatte una battaglia da 2/3 ore ad Age of Sigmar, in cui imprecazioni ed insulti alla dea bendata sono le nuove congiunzioni. In sostanza, continuerò a prediligere Warhammer quando vorrò fare qualcosa di epico, mentre KoW lo terrò per i momenti più easy, magari anche per serate tra amici a cui piacerebbe provare qualcosa su quel genere senza l’impegno che un wargame tradizionale richiede.

Primi passi per KoW?

Vuoi iniziare a giocare a Kings of War? Leggi il regolamento gratuito sul sito ufficiale.


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