PASSIONE E GIOCHI DI GUERRA

Passioni incomprese ed incomprensibili

Ammettiamolo; noi NERD viviamo in un mondo tutto nostro, un mondo in cui è perfettamente normale spendere 149,99€ per la collector’s edition di un gioco, ma totalmente assurdo spenderne 10€ per un ingresso in discoteca. Un mondo in cui è preferibile rintanarsi in casa per interi week-end, passando ore davanti ad uno schermo nel tentativo di finire un gioco, piuttosto che passare un week-end al lago/mare/montagna tra natura incontaminata e uccellini cinguettanti. Un mondo di cui pochi comprendono l’assurda(?!) logica e le complesse macchinazioni mentali che lo regolano.


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Ma ci sono stranezze anche per noi…

Ci sono NERD “estremisti” che riescono a risultare strani persino per i propri simili, anzi, persino per i propri colleghi di stranezza. Un esempio di quel che vi sto scrivendo l’ho avuto domenica, alla fiera di Novegro (MI) dedicata al modellismo statico, declinato in ogni sua forma, e ai wargames. Per quanto sia un appassionato di modelli in scala di auto, specialmente nelle auto di Formula 1, ci sono andato principalmente per la mia passione recente, anche se ormai è da un anno che la coltivo, per i wargame da tavolo.

A disagio nel proprio mondo

Pensavo di trovarmi di fronte una schiera di ragazzi pressapoco della mia età, appassionati di giochi da tavolo e da wargames in genere, con svariati cultori e giocatori di Warhammer o similari. La realtà è stata immediatamente drasticamente diversa dalle mie aspettative. Già dalla coda per entrare, ho infatti notato che la media era DECISAMENTE più attempata di quanto pensassi. E non di poco. Ovunque, a perdita d’occhio potevi vedere/sentire capelli bianchi, mani dietro alla schiena, occhiali spessi, odore di bianchino della mutua e pance da troppe bevute e troppe poche passeggiate. Non era proprio il tipo di ambiente che mi aspettavo. “Sicuramente saranno qui per il modellismo statico”, pensai.


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Ma non era tutto…

Una volta entrato nel padiglione dedicato, appunto, ai wargames, la tragica verità; di Warhammer nemmeno l’ombra lontana, e quel reggimento di “stipendiati” dall’INPS era tutto li. E con che classe! Riproduzioni in scala di scenari di guerra storici curati maniacalmente; miniature grosse quanto uno stivale dei miei Stormcast pitturati in maniera ancora più maniacale e precisa. Regolamenti contenuti in TOMI degni della migliore enciclopedia Treccani, con tanto di antefatto storico, fasi preparatorie e direzione di arrivo delle unità sul campo di battaglia. Roba da accademia militare, affidate tra le mani sudaticce e tremanti di persone attempate con tanta passione nel cuore. Persone che si trasformavano completamente appena prendevano in mano un set di dadi: da persone anziane/attempate indifese ed inermi, a generali inflessibili e sanguinari.


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Fascino, invidia e consapevolezza

Più giravo per il padiglione, rimanendo affascinato da tutto questo, più pensavo vedendo tanta passione maniacale per quel che in fine dei conti è un gioco, “Ma chi glielo fa fare?”. So quanto ho speso in tempo e denaro (in realtà no, e non lo saprò mai perchè non farò mai i conti!) per una passione abbastanza similare, ma decisamente meno impegnativa; non oso immaginare quanto questi “folli” abbiano speso nella loro vita per dare forma ad armate gigantesche e tavoli da gioco immensi e rifiniti fin nel minimo dettaglio. Eppure poi, pensandoci meglio, chissà quante persone dicono lo stesso di me e dei miei compari. E li mi è scattata l’invidia; vorrei arrivare anche io a quell’età, anche solo a 50/60 anni, conservando quella passione, quel fuoco che mi spinge dopo ogni sconfitta a studiare nuovi metodi di approccio alla battaglia, dopo ogni miniatura mal pitturata a studiare nuove tecniche di pittura, ad ingegnarmi per costruire un tavolo da gioco per lo meno decente. Che invidia.


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E una volta tornato a casa…

…non ho potuto non pensare a quella citazione filosofica con cui mi levo sempre d’impaccio quando mi dicono “Ma non è il momento di smetterla di giocare con i soldatini?”.

L’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare.


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3 pensieri su “PASSIONE E GIOCHI DI GUERRA

  1. Io sono quasi certo che terrò la maggior parte dei miei interessi fino alla morte, o alla bollitura del cervello causa età – sono relativamente vicino alle età che citi, giusto un po’ più giovane – ma ho notato di non essere mai stato a lungo per la passione totalizzante: ci sono un sacco di cose che mi incuriosiscono, ma tempo e pigrizia mi pongono dei limiti 😦

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