DIXIT – RECENSIONE

Torno a parlare di giochi da tavola, giochi da tavola molto molto belli per di più.

Quest’anno è stato per me particolarmente ricco nei giochi da tavola; si può dire che dopo anni di totale astensione, abbia ricominciato solamente ora ad apprezzarli e a gustarli con il giusto stato d’animo. Sarà complice la mia disillusione nella componente artistica e immaginaria dei videogiochi, sarà anche l’età che avanza, sarà anche che finalmente ho trovato amici con cui giocarci…ma immagino che siano un po’ tutte queste cose messe assieme.


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Quello di cui parlerei volentieri oggi è Dixit, gioco pluripremiato dalla critica, a ragion veduta aggiungerei io, perchè sa essere semplice in maniera disarmante e allo stesso tempo estremamente complicato.

La meccanica è estremamente semplice: ogni giocatore ha in mano 6 carte illustrate (con delle illustrazioni meravigliose aggiungerei), e a turno ciascun giocatore deve dire un pensiero, una riflessione, una citazione, insomma emettere un suono che gli faccia venire in mente quell’illustrazione. Gli altri giocatori allo stesso modo, dovranno scegliere tra le loro carte in mano quella che più si avvicina a quanto proferito dal narratore di turno. Dopo questa fase, i giocatori fatta eccezione per il narratore, votano quale, secondo ciascuno, sia la carta del narratore. In base a chi ha avuto ragione, i giocatori prendono punteggi variabili.

Di per se si tratta di un gioco semplicissimo, che tuttavia apre la mente ad infinite possibilità. Infatti, sebbene le illustrazioni siano sempre le stesse, ognuno ne darà un’interpretazione diversa, anche in base allo stato d’animo, all’ambiente, a chi avrà di fronte. Insomma, un gioco longevo all’infinito, quanto la nostra fantasia.


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Mi ha stupito, perchè con poche regole sa essere davvero illuminante, aguzza l’ingegno e la fantasia, fa ingranare i meccanismi del cervello, sia per pensare a cosa narrare quando è il proprio turno, sia per ragionare, anche in base a quel che si conosce di una persona, quale processo mentale abbia spinto il narratore a scegliere una carta piuttosto che l’altra.

Penso che questo gioco meriti di essere nelle “librerie” di tutti i giocatori appassionati, e probabilmente anche in quelle di qualche psicologo.


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Un pensiero su “DIXIT – RECENSIONE

  1. Di dixit amo le immagini delle carte, uniche e magnifiche, insieme alla meccanica di gioco, che come hai detto tu aguzza l’ingegno.
    Per non parlare di quando si tratta di scoprire se si ha indovinato la carta, oppure no, è un momento adrenalinico.
    L’unico difetto che il gioco ha è la ripetitività, è sempre uguale

    Mi piace

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