LASER, CITTÀ E MARTELLI DA GUERRA

Che settimana! Già di per se il fatto di aver ricominciato a postare sul blog mi ha dato nuova linfa vitale. Sono davvero contento di potermi sfogare e raccontare tutto quel che ho fatto di NERD in questi ultimi sette giorni e non solo.

È stata una settimana decisamente proficua dal punto di vista ludico: abbiamo iniziato con una serata fantastica con il GDR di Star Wars. Si, dall’ultima volta che ho scritto, abbiamo iniziato a giocare regolarmente a D&D e recentemente abbiamo iniziato anche questo GDR che in Italia è per ora uscito solamente in versione “Beginner”, e non in quella completa. Poco male, ci sono le versioni inglesi che sopperiscono ampiamente alle mancanze.

Comunque sono il Master in questa avventura, e avevo preparato per mercoledì sera un scontro in puro stile Mad Max: Fury Road, tra mezzi imperiali, i PG e predoni del deserto. Sulla carta fighissimo. Il movente di tutto era il salvataggio di un meccanico che avrebbe dovuto sistemare il trasporto con cui i PG sono arrivati sul pianeta. Bene, dopo 30 secondi la missione era completamente sminchiata. I tentativi falliti di speronare i mezzi imperiali non hanno fatto demordere i miei maledetti giocatori dal tentare le strade più improbabili per uscire dalla situazione vincitori, tanto che anzichè un normale salvataggio, il meccanico in questione è stato lanciato fuori dal mezzo imperiale in corsa assieme ad uno dei PG. Ovviamente non avevo previsto un epilogo simile. Mi sono già ripromesso di farli morire malamente tutti; fin’ora sono stato decisamente troppo gentile, ma il tempo della misericordia è finito.

Pensavo di vendicarmi con almeno un giocatore, quello che fa sempre più casino di tutti (so che mi stai leggendo! xD), vincendo la settimanale partita di Age of Sigmar che organizziamo: scontro narrativo tra Nagash e i suoi morti e Sigmar e i poderosi Stormcast, una sorta di derby. Il suo obiettivo era difendere l’ingresso delle catacombe dai miei soldati, il mio ovviamente prendere quell’ingresso. La sua strategia è stata chiara fin da subito: 2/3 file di unità davanti all’ingresso delle catacombe, posizionate sapientemente in un angolo del tavolo di gioco. Risultato: la mia fanteria leggera di Stormcast si infrange contro la sua prima linea e ci rimane per tutta la partita. Inutili Liberators (chi gioca Stormcast, sa di cosa parlo). Le mie unità più cattive riescono ad aggirare il problema delle prime linee e arrivano quasi a ridosso dell’obiettivo, dove vengono spazzate via da Nagash in persona. A questo punto ho solo un’arma segreta da mettere ancora in campo: il potente Celestant-Prime, capo supremo di tutti gli Stormcast. Entra, carica Nagash e gli fa 13 danni in un singolo attacco. 13. Ovviamente il Dio della Morte non va giù perchè può contare 16 punti ferita, e nel turno successivo mi fa esplodere il mio pezzo forte. Partita finita li praticamente, ma no. Il mio avversario infierisce, animando i Morghast, che fin li erano statue, e caricando i pochi superstiti rimasti. Disfatta colossale per gli Stormcast.

A tal proposito, vorrei aggiornarvi un po’ sulla mia esperienza in Warhammer. È ormai quasi un anno che ho iniziato a seguire questa passione, e devo essere onesto, non comprendo nel modo più assoluto chi mi ha sconsigliato di iniziare. Certo, non sarà il gioco perfetto, ma se volevo una perfetta simulazione di guerra non avrei puntato su un gioco che conta in successione soldati metà umani metà angelici “riforgiati” dai corpi dei più valorosi soldati vissuti, uomini che vendono l’anima al Dio dei massacri e del sangue per poter vivere in eterno nella sua gloria, accoliti dediti al culto del dio del cambiamento, bestie ripugnanti portatrici di malattie e pestilenze, alberi combattenti, dinosauri combattenti, nani su navi volanti in puro stile steampunk, nani nudi che cavalcano salamandre giganti….insomma avete capito. Ah, topi guerrieri, mi ero dimenticato i topi.

È un gioco appassionante, che spesso che arrabbiare, assolutamente sbilanciato, ma comunque rimane un GIOCO. L’ho sempre pensato e detto dei videogame, e lo ribadisco anche sui giochi da tavola, perchè mi son reso conto che la malattia dei giocatori è la stessa: impariamo a trattare i giochi come GIOCHI, la rabbia e la frustrazione sfogatele andando a fare sport. Se avete una vita di merda, non è nel gioco che potrete trovare una soluzione ai vostri problemi, per cui non trattateli in modo maniacale, finendo per rovinare la vostra esperienza e quella di chi vi gioca contro.

Mamma mia, sto sforando dalla lunghezza tradizionale, ma ho troppe cose da raccontare.

Ho anche provato un gioco da tavola nuovo, almeno per me: Citadels. Tanto per cambiare, gioco della Fantasy Flight, in cui l’obiettivo e costruire la propria città, e rendere agli altri complicato fare altrettanto, attraverso alcuni personaggi che a turno verranno scelti dai giocatori. Meccanica semplicissima, quasi banale, set-up del gioco ultra rapido, gioco estremamente piacevole e se giocato in 4, come è capitato a me, estremamente complesso da portare a termine. Unica pecca forse la ripetitività, visto che su una scelta media di 8/9 personaggi, alla fine si casca sempre a scegliere i soliti 3/4, a meno di esclusioni casuali. Comunque molto piacevole.

Ora non vedo l’ora di provare il gioco di carte del Trono di Spade, che abbiamo regalato ad un nostro amico per il compleanno ma a cui non abbiamo ancora guardato nemmeno addosso. A proposito di compleanno: ho ricevuto, oltre al GDR di Star Wars anche l’espansione di Assalto Imperiale Ombre Gemelle. La mini campagna non sembra nulla di che, ma i nuovi modelli inseriti sono assolutamente strafighi. Mi piacerebbe iniziare a pitturarli pseudo seriamente, ma ho ancora tipo 50 modelli di Warhammer da pitturare pseudo seriamente, per cui è un lavoro che riservo al me del futuro, molto futuro.

Bene, direi che ho raccontato più o meno tutto. Ho sforato alla grande dalla lunghezza che avevo preventivato ma poco importa. Ci sentiamo la prossima settimana, con qualche consiglio per i regali di Natale, le mie avventure NERD e una bella recensione.

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