LA CASA DI CARTA (PARTE 2) – RECENSIONE

A 3 mesi di distanza dalla recensione della prima parte, posso finalmente recensire la seconda e, speravo, ultima parte di quel piccolo capolavoro che è stata La Casa di Carta. 

Se non l’hai letta, faresti bene a leggere la Recensione della prima parte della serie: la trovi QUI!

Come ho detto, speravo fosse l’ultima parte perchè la storia narrata è così ben raccontata e ben conclusa che un’aggiunta sarebbe stata sicuramente una forzatura. Invece c’è già stato l’annuncio di una terza “stagione”, che non so in che modo sarà collegata con le prime due. Ma evitiamo di concentrarci sul futuro e guardiamo a questa serie, che già mi aveva colpito con la prima parte, anche se alcuni episodi mi avevano lasciato un po’ perplesso, quasi annoiato; la seconda parte è stata tutt’altra faccenda. Ritmo sempre alto, sempre incalzante, mai un attimo di distrazione. Bella bella BELLA.

Aiuta anche il fatto che una serie spalmata su 9 puntate è più fruibile piuttosto che una su 13. Sembra una stupidaggine, ma quando si finisce per allungare, a volte inutilmente, una serie, si finisce per perdere l’interesse dello spettatore a metà. Odio le serie che si dilungano tanto nel raccontare tante piccole storie accessorie che hanno pertinenza pari a zero con la trama principale. Mentre invece questa piccola stagione/parte ha saputo mantenersi sempre focalizzata sulla trama, senza deviazioni accessorie di poco conto.

È ovvio che la serie abbia come protagonisti i rapinatori/sequestratori, e che quindi regia e sceneggiatura parteggino per loro. Tuttavia le motivazioni che spingono ogni membro della squadra, non possono che farvi entrare in una forte empatia con loro; alcuni personaggi sono semplicemente sublimi, sia per l’abilità degli attori che per ruolo. Berlino ad esempio, Dio mio quanto ho adorato Berlino: tanto controverso quanto assolutamente geniale, e alla fine…NIENTE SPOILER!!! Tokyo per contro, quella che dovrebbe essere la protagonista, non mi ha convinto così tanto, così come Rio. DECISAMENTE più interessante Nairobi, ma purtroppo lasciata un po’ in secondo piano, così come Helsinki e Oslo. Meritano un discorso a parte Mosca e Denver, troppo legati tra di loro e poco con il resto del gruppo, quasi come fossero un gruppo a parte. Tuttavia, ho adorato Denver, davvero tutto l’opposto di quello che ti aspetteresti dopo la prima puntata della serie. Infine, il Professore, la mente del colpo. Recitato alla perfezione il suo ruolo, è a conti fatti lui il vero protagonista della serie. Aggiungerei giustamente, essendo di gran lunga il personaggio più interessante e carismatico del gruppo. Non potrete non affezionarvi a questi personaggi, non potrete non provare pena, gioia, sgomento, tristezza, rabbia, odio… semplicemente empatia. Raramente sono stato così coinvolto a livello emotivo da una serie e dai suoi personaggi.

La Casa di Carta è una piccola pietra miliare per quanto riguarda il panorama mondiale, e un saldo punto fisso per quanto riguarda l’Europa. Se tutti ne prendessero spunto…mamma mia!

Assolutamente da vedere e rivedere!

 

 

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