FROSTPUNK – A PRIMA VISTA

Londra. Una nuova era glaciale sta distruggendo tutto quello che noi conosciamo come civiltà. C’è solo una speranza per l’umanità: un ultimo avamposto, in posizione protetta dal forte vento gelido, all’interno di un cratere, costruito interamente attorno all’unica fonte di calore presente, ossia un generatore a carbone. Pochi uomini possono vivere in queste condizioni, solamente i più coraggiosi. Ogni risorsa vale come l’oro, vale come la sopravvivenza dell’umanità stessa.

Benvenuti nell’ultima città sulla Terra, benvenuti in Frostpunk.

Che dire, questo titolo offre un’ambientazione da brividi, è proprio il caso di dirlo. Mamma mia quanto sono simpatico. Scherzi a parte, il contesto narrativo in cui iniziamo a giocare non è tra i più originali, ma sicuramente è di grande effetto. L’ambientazione è così ben realizzata da riuscire a ripropormi le stesse sensazioni di angoscia ed ansia che ho provato la prima volta che ho giocato a This War of Mine. E non è un caso a ben pensarci, visto che il team di sviluppo è lo stesso, e non solo quello.

L’aspetto della sopravvivenza, della gestione maniacale delle risorse e delle energie ricorda moltissimo proprio This War of Mine, questa volta però declinato in un contesto più classico, con il tradizionale sistema di costruzione della città, raccolta di materiali ed espansione grazie a ricerche e alla diramazione di “leggi” che fanno progredire anche gli aspetti sociali della comunità. Diventa importantissimo gestire non solo il morale ma anche fornire sufficienti elementi di speranza ai propri cittadini, che altrimenti verranno presi dall’apatia. Importantissimo anche il ciclo giorno-notte, non più limitato ad un aspetto esclusivamente grafico ma legato a doppio filo al gameplay e agli orari di lavoro dei propri cittadini.

Sono questi aspetti a dettare le priorità nei primi minuti di gioco: accumulare le prime risorse, fornire a tutti una tenda dove passare le ore della notte, dare a tutti un pasto caldo e un posto dove curare gli ammalati, ma soprattutto, avviare il generatore per avere calore per tutti. Compiti molto più facili da elencare che da completare, soprattutto avendo la limitazione dell’orario di lavoro che, in maniera estremamente realistica, va dalle 8.00 del mattino alle 18.00 del pomeriggio.

A tutto questo dobbiamo aggiungere un comparto grafico estremamente ben realizzato, con passaggi scavati nella neve che progressivamente vengono cancellati dalla nevicata che si abbatte perennemente sulla città. È solo un piccolo particolare, ma che rende alla perfezione la cura che è stata messa in questo titolo. Peccato per lo zoom un po’ limitato; mi sarebbe piaciuto aver la possibilità di assaporare tutti i dettagli della vita in città da vicino.

Come giudico questo titolo dalle mie prime impressioni? Non benissimo. Non fraintendete, il gioco è molto ben realizzato ed è tecnicamente molto valido, ma sono ormai troppo vecchio per questo genere di gestionali. Dopo aver giocato a tanti titoli similari, si ha costantemente una sensazione di deja-vù che non fa godere appieno dell’esperienza. Molto bello graficamente, molto curato in tanti piccoli aspetti, compreso un comparto audio davvero sublime, originale come ambientazione…ma purtroppo la solfa è sempre la stessa. Poca innovazione sul gameplay, per un genere che purtroppo sta innovando molto molto lentamente, per il mio grosso dispiacere, visto che gestionali e strategici sono il mio genere preferito.

 

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