IL GIOCO ONLINE È MORTO

Ehilà, sono tornato.

Giocare è bello, rilassante, divertente, a volte impegnativo ma sempre stimolante ed avvincente. Ho usato un sacco di aggettivi, bravo me. Che si tratti di carte, giochi da tavola o videogiochi, tutti amiamo giocare, anche se qualcuno non se lo ricorda. Per quanto mi riguarda, sostengo di poter conoscere davvero una persona solo dopo averla vista giocare: è in questa situazione che vengono infatti messe in mostra, nel bene e nel male, le nostre capacità e i nostri schemi mentali e di ragionamento.

Adoro giocare, adoro viaggiare con la mente e immergermi nei giochi tanto da non capire più dove finisce la finzione e dove incomincia la realtà. E ovviamente, adoro giocare con altre persone. MA, perchè c’è sempre un ma, i videogiochi me l’hanno fatto quasi dimenticare.

Sono nato in un’epoca (gli anni ’90) in cui i giochi da tavola andavano davvero forte, tanto da costituire una costante tra gli annuali regali natalizi che venivano fatti all’interno del nucleo famigliare allargato. Poi, all’improvviso, più niente. L’avvento delle console e dei giochi per PC in larga scala, ha gettato nel dimenticatoio i giochi da tavola. E per le ragioni più sbagliate.

“Ora puoi giocare ANCHE DA SOLO!!!”

Certo, il gioco di società ha il grosso limite che serve essere almeno in 2 per poter essere fruibile, per cui è comprensibile che un’evoluzione che permetta di poter giocare semplicemente quando si ha voglia, sia un passo avanti notevole. Però ci sono titoli da tavolo che ti permettono di giocare in solitario, e spesso sono dei gran giochi.

“I videogiochi sono più immersivi, perchè sono soprattutto visivi!!”

Vero, non serve essere dotati di una fervida immaginazione per potersi calare al 100% nei panni di un avventuriero, finchè non vi buscherete una freccia nel ginocchio; il videogioco vi mette a disposizione tutto, oggi VR compresa. Eppure giochi come D&D non sono stati replicati con successo dall’industria videoludica, almeno non con lo stesso spirito.

Infatti sono convinto che sia sempre mancato qualcosa ai videogiochi, quella caratteristica “in più” che il gioco da tavola innegabilmente possiede. E sono propenso a credere che quel qualcosa sia la ragione del successo di Pokemon GO. Ve lo ricordate Pokemon GO? No, perchè a 2 anni dall’uscita è passato da essere il gioco migliore della storia del mobile gaming, a “Esiste ancora Pokemon GO?”. Moda passeggera, come era ovvia che sarebbe stato, ma con una caratteristica fondamentale; Niantic ha messo ben in evidenza che giocare online è divertente, ma trovarsi fisicamente con gli amici per giocare è MOLTO più divertente.

Anche perchè, parliamoci chiaro, il gioco online è morto e sepolto. Magari non dal punto di vista commerciale, ma sicuramente da quello ideologico. Se vuoi giocare su internet puoi vantare principalmente ben 3 scelte di genere: gli sparatutto (BATTLE ROYALE EVERYWHERE!!!!!), gli sportivi, i casual. Stop. Questo di per se non è un problema, perchè in questi 3 generi si racchiude un po’ di tutto, grazie ad una moltitudine inverosimile di titoli molto molto specifici. Il problema non è tanto la limitazione nei generi, quanto quello che ne comporta: i videogiocatori sono diventati estremamente esperti e competitivi, tanto da rendere impossibile per te, povero giocatore della domenica pomeriggio, affrontare una partita senza uscire arrabbiato, frustrato e con istinti omicidi verso il tuo avversario. O sei un pro-player o sei uno 0; o ti dedichi anima e corpo per allenarti, o sei uno 0; e per quanto tu possa allenarti, ci sarà sempre un ragazzino coreano che sarà più bravo di te.

Questo non è più intrattenimento, non è più divertimento, perchè non tutti sono messi nelle stesse condizioni di partenza. L’esperienza e il fattore micro-transazioni giocano un ruolo troppo centrale, tanto da rovinare l’intera esperienza.

Infatti da un paio d’anni a questa parte, hanno ricominciato a pubblicare giochi in split screen, ma soprattutto GIOCHI DA TAVOLA!

Se fai un giro su Kickstarter, capirai di cosa parlo: una vera e propria pandemia, un’incontrollabile febbre per il gioco da tavola, soprattutto di quelli con le miniature.

“Ma i giochi da tavola sono sempre uguali!!”

È vero, il gioco di per se non cambia tra la prima e la centesima volta, ma cambiano le persone che ci giocano, cambiano le situazioni che si presentano…in generale, la longevità di un gioco da tavola è infinitamente superiore a quella di un videogioco. Pensate a quante partite a Monopoli uguali tra loro avete fatto nella vostra vita. Ecco, questa è la dimostrazione.

In più, grazie a questo ritorno in auge dei titoli board, sono usciti una vagonata di titoli diversi, con tematiche varie e molto fantasiose; non c’è nulla che un tiro di dado ed una buona narrazione non possano fare.

Insomma, viva i giochi da tavola, finalmente tornati al posto che gli spetta, un po’ per merito loro un po’ per demerito dei videogiochi multiplayer, che negli anni hanno saputo solamente involvere fino a non essere più uno svago quanto un impegno.

Ora scusate, ma ho una sessione di D&D che mi aspetta…

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2 pensieri su “IL GIOCO ONLINE È MORTO

  1. È vero che il limite del gioco da tavolo sia avere la compagnia fisica con cui giocarci. Questo è sempre stato il limite maggiore per me (nato un bel po’ di tempo prima degli anni ’90…) che di amici ne avevo ma quasi tutti molto lontani da interessarsi ai giochi da tavolo (specialmente i fantasy o gdr) come me. Tranne una bella parentesi di febbre da Risiko nei lontani anni di inizio 2000 quasi il nulla!
    Concordo parzialmente sul gioco online, la frustrazione dipende essenzialmente dalla compagnia casuale con cui ti ritrovi a giocare. Spesso finisce a lite verbale ma ci sono ancora giocatori che giocano solo per divertirsi ed in quel caso si passa un po’ di tempo piacevolmente (nel mio caso mi riferisco a Battlerite e War Thunder).

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    1. Ovviamente sono stato costretto a generalizzare, però è chiaro che il gioco online in compagnia dei propri amici sia un ottimo intrattenimento. Ci sono giochi che effettivamente non possono essere giocati in splitscreen, ma per altri (ad esempio FIFA) trovo che comunque la componente sociale ed emotiva di essere seduti sullo stesso divano a lottare per vincere sia INFINITAMENTE più coinvolgente del gioco online. Poi chiaramente, ci sono mille fattori che entrano in gioco: distanza tra le persone, tempo a disposizione…online è bello e comodo, fisico è più bello e meno comodo 🙂 poi, de gustibus non disputandum est, per carità.

      Piace a 1 persona

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