NON TI FIDARE DI INTERNET

Mi spiace ragazzi…non ho seguito il vostro consiglio. Dopo il post per annunciare la mia intenzione ad iniziare la mia avventura nell’universo Warhammer, mi sono arrivati diversi messaggi che mi spingevano a lasciar stare ancor prima di iniziare, con motivazioni sicuramente molto valide, ma non abbastanza da farmi desistere.

Quando ho scritto la prima volta dell’argomento, sapevo poco o nulla: ovviamente mi ero documentato sommariamente su internet e avevo compreso chiaramente una cosa soltanto, ossia che tantissimi odiano Age of Sigmar, attuale versione del gioco fantasy e che, a detta della maggioranza degli internauti, ha stravolto e snaturato un gioco con una fortissima tradizione. I messaggi che mi sono arrivati non erano così estremi, ma non mi incitavano apertamente a buttarmi quanto piuttosto a guardarmi attorno. Le premesse non erano le migliori per l’inizio della mia avventura, ciononostante ho deciso di sbatterci la testa personalmente prima di dare retta a sconosciuti che, per quanto ne so, potrebbero non aver mai preso in mano un modellino in vita loro. Così qualche giorno dopo al mio post, sono andato al negozio ufficiale Warhammer in centro a Milano, giusto per comprendere meglio il quadro generale delle cose e soprattutto capire se per anni mi ero arrovellato su una stronzata o se i detrattori di cui ho letto il parere su internet facessero parte della schiera dei “lamentoni”, coloro ai quali se regali 10€ in realtà ne avrebbero voluti 20.

Entrato nel negozio sono stato accolto calorosamente da un ragazzo che mi ha chiesto cosa mi portava da loro e cosa stessi cercando. Gli dissi la verità, ossia che non avevo idea di cosa stessi cercando, volevo schiarirmi le idee. In realtà in quel momento la mia testa stava pensando “se esistesse il Paradiso del NERD, probabilmente sarebbe fatto come questo negozio”. Comunque il ragazzo è stato davvero molto gentile: mi ha fatto fare una prova estremamente semplificata del gioco, mi ha fatto provare a pitturare e ovviamente mi ha presentato lo starter kit, spiegandomi che non è uno di quei kit iniziali che usi le prime volte e poi butti via perché totalmente inutilizzabile a livello “competitivo”. All’improvviso mi sono reso conto che la mia mano stava già involontariamente cercando il portafoglio, così sono intervenuto con la domanda più bastarda che potessi fargli: “ma ho letto che tanti hanno mollato AoS e si sono buttati su Warhammer 40000: non è che prendo il kit AoS e poi non trovo nessuno con cui giocarci?”. La sua risposta è stata da manuale. Aveva vinto lui, aveva vinto la Games Workshop: ero stato ufficialmente convinto. Eppure ha voluto stravincere, invitandomi ad osservare un mini-torneo che si stava svolgendo nell’area dedicata al gioco del negozio. Ovviamente ho accettato: quale occasione migliore del vedere qualcuno giocare per capire se un gioco sia bello o meno? FATALITY! Il torneo era di 40000, ma l’atmosfera che si respirava era quella di passione, divertimento ed amicizia, misto ad una puntina di sudore d’ascella. Ne sono rimasto affascinato, soprattutto per il fatto che tutto questo fosse organizzato dal negozio stesso, che ha ovviamente tutto l’interesse ad attirare giocatori per farli diventare propri clienti.

Risultato finale: ho acquistato uno starter kit, il set base per pitturare e tutto l’occorrente per iniziare a montare i modelli, oltre che prenotare un corso gratuito(!!!) in loco rivolto ai principianti come me per imparare a colorare in modo corretto le miniature.

Ho anche imparato una grandissima lezione di vita da questa piccola vicenda: mai affidarsi a internet per prendere una decisione. Quando sono partito da casa per andare al negozio, ero praticamente certo che non avrei comprato nulla, perché avevo troppi dubbi. Arrivato la, ho capito che i dubbi erano le paranoie di qualcun altro, perché appena entrato in negozio mi sono sentito davvero a casa, in un ambiente in cui il signore di 60 anni e il ragazzino di 12 possono condividere la stessa passione per un hobby che sa davvero regalare molto relax e divertimento. E bisogna fare un grosso applauso s Games Workshop e ai ragazzi del negozio di Milano per questo, per aver saputo dare quel famoso valore aggiunto che ti spinge a spendere qualche euro in più in un negozio specializzato piuttosto che semplicemente acquistare su Amazon lo stesso prodotto, salvo poi pentirsene.

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