ANCORA?!

Tutti i miei peggiori incubi stanno diventando realtà. Oddio, forse sono stato leggermente drastico: tutti i miei peggiori incubi legati a L’ombra della guerra si sono tramutati in realtà. Questa non è una recensione; non sarebbe giusto giudicare un libro prima di averne letta l’ultima pagina (Jiraya riposa in pace), e a ben guardare non ho ancora concluso la trama principale del gioco. Però certe cose sono molto chiare già dalle prime ore di gioco, e man mano che si procede nella trama e nel tempo dedicato al titolo, diventano sempre più chiare.

Quando L’ombra della guerra è stato presentato con un lunghissimo gameplay dedicato alla conquista di una roccaforte di Uruk, la mia prima reazione è stata saltare sulla sedia. Poi mi sono ricordato: L’ombra di Mordor era un gran gioco…per le prime 5 ore, dopodiché noia e ripetizione diventavano i protagonisti. Tanto era bastato a non farmelo nemmeno finire, cosa assai rara per me che solitamente mi intestardisco su un titolo finché non ho completato almeno la quest principale; questione di onore. Per cui l’hype mi era già parzialmente sceso, però rimaneva comunque sopra alla media. Devi sapere, amico mio, che sono un vago (ma solamente vago eh) fan dei romanzi di Tolkien e del suo universo e per quanto la storia di Celebrimbor così presentata sia tutto fuorché canonica, adoro tanto l’atmosfera della terra di mezzo da dimenticare che Tolkien si starà rivoltando nella tomba come un gatto a cui attacchi sulla schiena una fetta di pane con la marmellata.

Quando ho aperto il pacco regalo con all’interno il gioco, ero felicissimo, soprattutto per aver ricevuto la versione speciale con tanto di adesivo/cover per il pad PS4: meraviglia delle meraviglie. Avvio il gioco: carino l’inizio, con lo spirito di Celebrimbor rapito da Shelob eccetera. Dopo due o tre ore di gioco però il disastro iniziava a profilarsi all’orizzonte. Le battaglie viste nei gameplay dove sono? Il sistema per creare il proprio esercito? Poi scopro: si sbloccherà tutto più avanti! Va bene, passiamoci sopra…una sana intro non può che far bene. Però non così lungaaaaa. In tutto questo, il sistema di combattimento non è cambiato AFFATTO dal vecchio L’ombra di Mordor. Zero spaccato. Così anche se i luogotenenti mandati contro di me sono di livello mostruosamente superiore al mio, difficilmente riescono ad uccidermi…a parte quelli che tornano in vita nonostante io li decapiti, li tranci o li faccia bruciare tra le fiamme. WTF?!?!

Nessun problema: proseguo nella trama e finalmente sblocco il reclutamento di orchi e la gestione del proprio esercito. A dirla tutta me l’aspettavo un po’ diversa, più gestionale piuttosto che una mera trovata di gameplay da sfoggiare in determinate occasioni, gli assedi, e poi totalmente assente nel resto dell’esperienza. Fa nulla, divertiamoci lo stesso. Entro negli accampamenti, furtivamente faccio passare dalla parte del Lucente Signore qualche uruk, do l’ordine di attacco. Grande confusione e in questa confusione esce il capitano dell’insediamento. Ci sfidiamo e ovviamente lo batto e lo recluto. Forte! Non male questa nuova meccanica. Ora è il momento di assaltare la fortezza, ma prima è meglio uccidere i capitali di guardia alle mura e al cancello: due missioncine e il forte è senza difese valide. Ora, all’assalto! Forte catturato, reggente ucciso, passiamo ad un’altra regione e ricominciamo tutto da capo.

COSA?!

Aveva appena iniziato a piacermi questa nuova meccanica e mi dite che tutto il gioco sarà così? In più con una trama di fondo che possiamo tranquillamente definire tra il pretestuoso e il ridicolo. Non mi sta bene, per niente.

A conti fatti cosa è cambiato da L’ombra di Mordor a questo? Molto poco, anzi, troppo poco: si parla sempre di quanto manchino idee innovative in ambito videoludico, ma quando qualcuno ha una grandissima idea come quella del sistema Nemesis, questa viene sfruttata malissimo, vanificando quanto di buono fatto. Perchè?

La cosa che personalmente però mi dà più fastidio è vedere gli stessi errori ripetuti in due capitoli sequenziali uno all’altro. Gli stessi! Perchè mai?

Un’ottima occasione persa, purtroppo, per tutti quanti noi.

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