QUANDO I GIOCHI ERANO DIFFICILI

Ho scelto un titolo evocativo per parlare di un argomento sempre molto attuale e controverso: i giochi moderni sono realmente più facili rispetto a quelli di un tempo?

Va di moda fare i nostalgici e parlare di “quando i giochi erano difficili”, ma la realtà è che i giochi “facili” esistevano anche in passato, semplicemente non ce li ricordiamo perchè ci fa comodo. Però c’è da dire che negli anni è cambiato il livello di abilità richiesta per il completamento di un gioco: ora come ora si predilige il collezionismo e il completamento di una gran varietà di side-quest, mentre un tempo era il gioco in se ad essere complesso e a richiedere più tentativi per essere finito.

Personalmente ho una storiella affascinante da raccontare a riguardo: il 31 ottobre ho compiuto 17 anni (ho festeggiato il nono anniversario dei miei 17 anni, per la precisione) e tra i vari regali che mi sono stati fatti, particolarmente azzeccata e gradita è stata la SNES Mini. Tra i vari titoli pre-installati ci sono Mario Kart, Street Fighter, Zelda e un titolo che avevo solo sentito nominare e che per questo mi ha incuriosito più di tutti gli altri: Contra III.

Lo avvio, muoio. Lo riavvio, rimuoio. Spengo la SNES, infastidito.

Dopo un paio di giorni, viene a trovarmi il mio vicino di casa, appassionato di videogame quanto me: decido di fargli vedere il piccolo gioiellino che mi è stato regalato e di farglielo provare. Capitiamo su Contra III e scopro con mia grande sorpresa che si può giocare in CO-OP. “Almeno non morirò da solo”. Giocato in due, quello che sembrava un titolo frustrante e inutilmente complesso, si è trasformato in un Run and Gun molto piacevole e sfidante; con la possibilità di aiutarsi a vicenda, di confrontare i propri errori e le proprie idee sulle strategie da adottare, abbiamo iniziato ad appassionarci tanto da trovarci regolarmente almeno una volta alla settimana per giocarci fino alle 2 di notte, per la felicità delle nostre rispettive compagne.

Ad oggi ancora non siamo riusciti a finirlo, nonostante le molte ore investite in tentativi, ma piano piano ci stiamo avvicinando, tutto in modalità facile e con il massimo numero di vite concesse dal gioco; in pratica siamo delle schiappe anche se ci definiamo appassionati.

Titoli di questo livello sono di un’altra categoria, non solo perchè sono i grandi classici del videogame, ma perchè hanno subito la forte influenza degli arcade da sala giochi, dove o eri ricco sfondato o la fine del gioco era riservata a chi davvero ci sapeva fare. A ben guardare Contra III si può finire in un’oretta di gioco, ma per arrivare ad un risultato tale c’è da giocarci davvero tanto tanto tempo e morire altrettante volte.

Smettiamola quindi di dire che i videogiochi di un tempo erano più difficili; ci sono molti giochi attuali che richiedono tante ore di gioco prima di apprendere la giusta tecnica, e nonostante questa venga acquisita, rimangono ugualmente complessi. I Souls sono un esempio perfetto.

Che poi non ho mai capito perchè un gioco difficile dev’essere più bello di uno facile. Boh.

 

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