TRADING CARD GAME, LA STORIA INFINITA

Questo fine settimana c’è stato il Festival del Fumetto al Parco Esposizioni di Novegro (MI), e potevo io mancare? Assolutamente no! Ho partecipato, e sebbene non abbia reso omaggio al nome della fiera, non avendo acquistato nemmeno un fumetto, ho avuto non solo spunti di riflessione interessanti ma anche modo di provare un nuovo (ennesimo) gioco di carte collezionabili, con una bella sorpresa.

Ogni ragazzo della mia generazione ha giocato, almeno una volta, ad un gioco di carte; Yu-Gi-Oh (che ho scoperto proprio al Festival essere ancora un gioco diffusissimo), Pokemon, Magic…tutti almeno una volta ci abbiamo giocato e ce ne siamo innamorati. L’idea stessa alla base dei TCG è così ben studiata che giochi per PC/smartphone come Hearthstone o Clash Royale l’hanno fatta propria a piene mani e sfruttata, con enorme successo.

Il re di tutti questi giochi è senza dubbio Magic, un gioco in grado di far innamorare e coinvolgere almeno 3 generazioni di giocatori, con meccaniche di gioco sempre valide e una varietà di carte imbarazzante. Io stesso sono stato per anni un grande fan e giocatore di Magic, anche se ultimamente ho perso un po’ di contatto con il gioco per via della mancanza sempre più tragica di tempo libero. Anche se…

In qualsiasi caso, domenica ho avuto modo di provare un “nuovo” (che poi ho scoperto non essere proprio così nuovo) TCG, direttamente dal Giappone e da un paio d’anni esportato anche in Italia, con discreto successo. Il gioco si chiama Face of Will, e l’ho adorato da subito. Inizialmente pensavo “si, va bene, il solito gioco fotocopia di Magic”; sebbene nelle meccaniche sia pressochè identico, FoW ha una sostanziale, enorme differenza. Le terre, qua chiamate pietre, non sono all’interno del mazzo ma formano un mazzo a se stante ed ogni turno, hai la possibilità di prendere una pietra da questo mazzo e giocarla. L’idea di base è simile ai cristalli di mana di Hearthstone, con la variante dei colori, come in Magic. Questo toglie il problema delle terre che per anni mi ha rovinato la vita in Magic; non devi più preoccuparti di pescare terre a sufficienza per giocare le tue creature, sai per certo che ogni turno puoi avere una pietra in più.

Ma il vero punto di forza di FoW, sono le illustrazioni delle carte: so che sembra una stupidaggine, ma per un fan dei manga come me avere creature disegnate in puro stile giapponese è impagabile, e soprattutto grazie a queste illustrazioni pucciose, ho convinto anche la mia ragazza a giocare. Davvero, davvero belle.

Incredibile come a 25 anni ci si possa ancora innamorare dei giochi di carte, ma la verità è che questo amore non è mai realmente finito per nessuno di noi Nerd; semplicemente ci dimentichiamo temporaneamente di quanto siano divertenti.

 

 

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