VORREI ESSERE MICHELE

Che bello tornare a scrivere nella rubrica Seen on YouTube. La piattaforma di video più famosa al mondo ci regala sempre delle perle, nel bene e nel male, di cui si può parlare per giorni senza esaurire mai gli argomenti di conversazione. Oggi però voglio trattare di uno YouTuber in particolare, che non solo ammiro profondamente, ma per cui provo sana invidia. Parliamo di Michele, conosciuto anche come Mike of the Desert sul web, ma che tutti noi conosciamo come Sabaku.

Piccolo appunto da saccente della situazione: chiamarlo Sabaku è sbagliato, in primis perchè è il nome del suo canale e non il suo e, secondariamente, perchè “Sabaku no” in giapponese significa letteralmente “del deserto”, mentre Maiku sta per Michele; così scoprite che Sabaku no Maiku non è altro che la traduzione giapponese di Mike of the Desert….va bene, ho finito di fare il professorino.

Perchè ammiro tanto Michele? Per svariate ragioni, tra cui la costanza e la passione che mette nei videogame, l’attenzione maniacale ai dettagli apparentemente più insignificanti, ma che nel puzzle d’insieme permettono di scoprire molto più di quello che viene esplicitamente raccontato nella trama del gioco in questione, e soprattutto per la sua pazienza infinita.

Devo essere onesto, lo ammiro perchè come videogiocatore è tutto quel che io non sono e non sarò mai. Io sono una di quelle persone che se deve andare dal punto A al punto B, lo fa, senza troppe domande e senza troppi fronzoli. Michele indaga, esplora, passa dal punto C e D, che non erano necessari ma che danno una reale motivazione alla nostra azione.

Ho adorato la sua serie “L’anima Oscura”, soprattutto contando che Dark Souls non l’ha mai finito proprio per mancanza di costanza e pazienza nel ricercare tutti quei dettagli che danno una visione di insieme molto più ampia di quanto il gioco non ti sbatta in faccia. E dopo aver visto il viaggio del suo Phalanx e sentito le sue spiegazioni, qualsiasi velleità di ricalcare un’immagine così perfetta dell’avventura verso il ravvivamento o lo spegnimento della fiamma di Lord Gwin, mi è semplicemente scivolata via dalle mani, come se fossi indegno di tanta perfezione. Non ho nemmeno il desiderio di provare a giocare Dark Souls II o III, perchè so che me li godrò di più raccontati da lui, piuttosto che vissuti per conto mio.

Ora sto giocando a Bloodborne, ma mano a mano che procedo nel gioco, guardo la sua serie “L’anima della scoperta” per catturare tutti quei dettagli che mi sono perso per strada per la mia innata incapacità di afferrarli, di farli miei.

E lo invidio, caspita se lo invidio, non per le qualità già elencate, ma per la sua capacità di raccontare qualsiasi cosa, in modo pacato e avvincente. Certo, non gli è stato dato il dono della sintesi, ma a che serve quando sai coinvolgere il pubblico per 30 minuti parlando di speculazioni e teorie?

I numeri gli danno ragione: ha creato in Italia un format unico di analisi e di racconto dei videogame, un format che ho visto imitato, ma senza che il livello di Michele venisse nemmeno lontanamente sfiorato.

Vorrei essere un videogiocatore e un narratore un po’ più come Michele e un po’ meno come sono in realtà.

P.S.: non sono stato pagato nè ho un secondo fine per questa apparente sviolinata, la mia è semplice ammirazione.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...