YOU GUYS…ARE THE BEST! (SPOILER)

Ero convinto di non riuscire più ad amare un videogioco genuinamente; dopo la cocente delusione (personale) che ho avuto con i nuovi titoli Pokemon e le prime emozioni che mi aveva suscitato questo titolo, ero sinceramente convinto di essere diventato come quei vecchi acidi che criticano tutto e tutti, non per cattiveria ma per pretese mai soddisfatte o troppo alte. Invece ho cambiato opinione, eccome se l’ho cambiata.

Premessa d’obbligo: non ho mai giocato ad un Final Fantasy prima di questo. Mi aspettavo un GDR a turni, o almeno ibrido, e invece mi trovo un titolo action dei più classici, il che non mi spiace particolarmente, anzi. Ci tengo a precisarlo, perchè tanti si sono fatti condizionare, in positivo o negativo, dal nome e dalla storia che qualsiasi produzione con titolo Final Fantasy porta con se; io no, semplicemente perchè non posso essere condizionato da ciò che non conosco.

Partiamo dai difetti, tanti, enormi, catastrofici, insuperabili di questo Final Fantasy XV. In primis, la trama: Dio santo, non ci ho capito nulla per la prima metà di gioco e ho odiato quasi tutta la seconda metà; non proprio un buon punto di partenza. La trama semplicemente non esiste, o meglio, esiste sicuramente nella testa degli sviluppatori, ma non sono riusciti a portarla sui nostri schermi, per svariate ragioni.

A questo proposito vi consiglio di andare a vedere la recensione del buon Sabaku su YouTube, in cui vengono spiegate a meraviglia le difficoltà che ha incontrato il team di sviluppo.

Il risultato è un inizio in cui tante cose sembrano avere poco senso e più si procede nella trama e più questi elementi iniziali perdono di significato, fino a risultare assolutamente slegati dal resto della storia. Storia per altro incomprensibile; non viene spiegato per quale ragione l’Impero attacchi il regno di Lucis, non viene mai fatto vedere (ad esclusione di cut-scene assolutamente fuori contesto) nè l’Imperatore nè il suo seguito, non ci vengono neppure spiegate a fondo le ragioni che muovono l’antagonista reale di questa storia, Ardyn, non ci viene spiegato perchè dobbiamo ingraziarci le divinità di Eos. Tutti elementi buttati nel calderone del gioco senza motivazioni e senza un legame esplicito l’uno con l’altro. La seconda metà del gioco, dalla sconfitta del Leviatano in poi, diventa una tortura vietnamita. Tutta la sequenza del treno, per non parlare dell’ingresso a Gralea, sono una delle quest peggiori della storia dei videogames, assolutamente improponibili persino per un gioco indie.

Altro enorme difetto è la telecamera nelle scene di lotta; cazzarola, credetemi se vi dico che le battaglie più feroci le farete con l’analogico destro del vostro controller e non contro i mostri che il gioco vi proporrà. A tratti, l’ambiente circostante renderà le vostre battaglie ai limiti dell’ingiocabilità, seriamente. Già i combattimenti sono di per se frenetici, aggiungendo l’impossibilità di vedere chiaramente cosa sta accadendo, è davvero la fine.

Per continuare con i complimenti, parliamo delle quest secondarie. Avete mai giocato a Monster Hunter? Quel gioco in cui passi circa il 90% del tuo tempo a fare SEMPRE LE STESSE COSE? Ecco. Le quest secondarie di FF XV sono Monster Hunter; fatta una, fatte tutte. Terrificante e inutile metodo per allungare la longevità di un gioco, che sarebbe stato longevo a prescindere dall’esistenza di questo sottobosco di missioni.

Se hai letto fino qua, penserai che questo gioco sia un totale fallimento, un punto di non ritorno definitivo per una delle saghe più storiche del mondo dei videogame.

Invece ti dirò una cosa: Final Fantasy XV è uno dei giochi che ho preferito in assoluto. Prendete tutti i difetti che vi ho elencato (e non sono tutti), guardateli attentamente e in base al loro peso, date un valore a quello che sto per dire.

Il sistema di gioco è STUPENDO! Le lotte, caotiche e confusionarie (grazie telecamera), sono meravigliosamente coinvolgenti dalla prima lotta alla centesima: un sistema di gioco che non stufa dopo 50/60 ore di gioco, o anche più, è un sistema ECCELSO.

In più il mondo in cui siamo immersi, non è il classico open world in cui tutto è visibilmente ripetuto e fittizio, vedi GTA, The Witcher, Skyrim. Attenzione, gli NPC sono quattro modelli in croce ripetuti all’infinito, ma ogni angolo di Eos dà l’idea di essere vivo genuinamente, con modelli che agiscono realisticamente con l’ambiente circostante. Questo ti immerge meravigliosamente nel gioco.

Ma il punto esclamativo più grosso di tutta la produzione sono loro, i protagonisti, Ignis, Prompto, Gladio e il principe Noctis (che è palesemente Sasuke Uchiha, ma non ditelo a Kishimoto). Ogni membro non è solo studiato alla perfezione perchè ognuno abbia una propria funzione all’interno del gruppo, ma ciascuno di loro ha un proprio carattere e personalità; abbiamo il forte e risoluto Gladio, amante dei campeggi e dell’esplorazione; il fragile, insicuro e simpatico Prompto, sempre scherzoso e disponibile a fare foto in continuazione; l’analitico e razionale Ignis, maestro nella cucina e nell’analisi delle situazioni di lotta; e infine lui, Noctis, con il suo complesso di inadeguatezza, un rapporto con il padre non sempre facile (mai approfondito nel gioco, purtroppo) e una pesante eredità guadagnata con sofferenze incredibili e scelte difficili. Loro sono i veri vincitori del titolo, il loro viaggio, la loro collaborazione in lotta e i loro rapporti nella vita. E devo essere onesto, quando i titoli di coda scorrevano ed insieme a loro le foto dell’avventura del gruppo, una lacrima è scesa. Impossibile rimanere distaccati emotivamente dalle vicende del gruppo, nel bene e nel male, pur senza una trama da seguire, loro mi hanno fatto emozionare, mi hanno fatto sentire ad Eos, con i miei tre migliori amici al fianco e con la convinzione che niente e nessuno possa fermarci.

Grazie ragazzi, siete i migliori.

Tutto questo non fa che aumentare la rabbia, forte, che mi ha fatto provare questo Final Fantasy. Cosa poteva essere questo titolo con una trama sviluppata BENE, non in modo eccelso, ma semplicemente da 6? Avremmo assistito ad un CAPOLAVORO degno di essere ricordato per anni. Invece questo è, un gioco molto bello, pieno di rimpianti, che ha avuto modo di sfiorare la grandezza ma che di sua volontà (o meglio, quella di Square Enix) ha deciso di lasciar stare ad un passo dal successo incontrovertibile.

Una grande occasione persa, ma un titolo comunque stupendo, consigliato vivamente e di cui nessuno può pentirsi dell’acquisto.

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