STORIA DI UNA LUNGA MALATTIA

Quando le cose iniziano ad andare male, la puzza si sente già dalle prime avvisaglie di declino. C’è chi ha un fiuto più sviluppato, che riesce a comprendere prima degli altri un pericolo imminente, e chi ci deve sbattere la testa più e più volte prima di comprendere che la strada presa non è quella corretta. E infine ci sono loro, quelli che non capiranno mai cosa è andato storto e quando di preciso le cose hanno preso una brutta piega.

Oggi raccontiamo una storia molto triste per noi gamer, quella del lento ed inesorabile declino di un sogno mai completamente realizzato.

Erano i primi anni 2000 quando sul mercato uscì, senza troppi clamori, una nuova console: XBOX. Progetto portato avanti in gran segreto da Microsoft per sfondare sul mercato delle console da gioco e andare così a fare concorrenza al monopolio giapponese di Nintendo e Sony. Successo insperato, ma mai quanto il successo incredibile ottenuto dalla naturale evoluzione di XBOX, ossia XBOX 360. Tutti i giocatori professionisti giocavano su 360, tutti i migliori giochi uscivano per 36o. Addirittura Sony dovette porre rimedio alle evidenti lacune che la loro PS3 aveva nei confronti della console di casa Microsoft.

Poi…l’oblio.

Era il 2013 quando furono lanciate, praticamente insieme, sul mercato sia la nuova PS4 che la nuova e promettente XBOX One. Subito qualcosa non andava; le idee degli sviluppatori facevano storcere il naso (e non poco) agli utenti, tanto che persino Sony si era permessa di scherzare sul alcune feature, poi per fortuna eliminate, che avrebbero compromesso notevolmente le vendite. Però il danno sembrava comunque fatto.

Sull’onda del successo di Wii, Microsoft investì tempo e denaro nello sviluppo del Kinect, quello che sarebbe dovuto essere il futuro dei videogame (PlayStation VR, sei in ascolto?), ma che si rivelò solo un immenso buco nell’acqua.

Da li in poi, una serie di decisioni discutibili portò Sony a recuperare il terreno perso negli anni della settima generazione, fino a piazzare un sorpasso clamoroso nei confronti di Microsoft, complice anche una varietà di esclusive non all’altezza.

Il colpo di grazia probabilmente è stato dato quest’estate all’E3 con l’annuncio del Play Anywhere, con cui sostanzialmente si annulla il concetto di esclusiva per console, andandola a sostituire con la possibilità di giocare ad un titolo XBOX su qualsiasi hardware che possa far girare la piattaforma di gioco proprietaria, tra cui tutti i PC.

Ora, la cancellazione di una delle esclusive più interessanti del 2017, Scalebound, getta ulteriore ombra su quella che sembra davvero una lunga malattia che sta sgretolando le fondamenta di una delle console di maggior successo di questo inizio di nuovo millennio.

L’ultimo baluardo delle speranze di Microsoft sta nel tanto decantato Progetto Scorpio, sperando che anche questo non sia che l’ennesimo capitolo di un decadimento inesorabile iniziato ormai da qualche anno.

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