DEEP INSIDE – LE COMMUNITY DELL’ODIO

Sfrutto questa rubrica per parlare di un argomento che ho sempre voluto trattare, senza mai però trovare lo spunto giusto. Fatti recenti mi permettono di introdurre questo tema senza risultare lontano dall’attualità. Innanzi tutto, prima di iniziare a esporre il mio pensiero, ti invito a leggere questo articolo che esamina già con sufficiente attenzione, le 10 categorie in cui si possono dividere i giocatori di League of Legends. Si, perchè oggi parleremo di “community” in generale, ma più nello specifico di quella di LoL, protagonista vera della cronaca NERD di questi giorni.

Non tutti sanno che in queste settimane si stanno giocando i mondiali di League of Legends, torneo conclusivo della stagione che decreta il team che, meglio degli altri, ha saputo interpretare il metagame attuale. Un paio di giorni fa è apparsa una notizia su tutte le testate di informazione del settore, e non solo, che annunciava un’esclusione eccellente: il support di una delle squadre coinvolte nel torneo è stato escluso dalla competizione e gli è stata inflitta una multa di 2000 dollari (!!!) per comportamento scorretto e offese nella chat del gioco. Se giochi a LoL per diletto, come me, sai che questo tipo di comportamento non è accettato da Riot, azienda creatrice del gioco, ma ciononostante è la quotidianità nella maggior parte delle partite. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma troverai sempre in chat qualcuno che avrebbe fatto una giocata migliore della tua, e che non perde tempo a fartelo notare con farcitura di insulti e neologismi per esprimerti tutto il suo disprezzo.

Non ho mai dato più di tanto peso a questo tipo di persone, ma nemmeno mi son mai dimenticato di segnalare il loro comportamento a fine partita; all’inizio pensavo di essere stronzo a farlo, ma poi ho capito che i veri stronzi sono loro, che rovinano le partite a povera gente come me che vuole solo passare un’oretta a giocare, (GIOCARE!) senza venire sommersa di insulti per quanto si è scarsi. Lo so di essere scarso, in che modo ricordarmelo ogni 3 secondi mi può aiutare a migliorare?

Qua arrivo al punto centrale del mio ragionamento: perchè le community, quella che dovrebbe essere l’esempio lampante de “l’unione fa la forza”, risultano invece SEMPRE un concentrato di odio represso e di insulti gratuiti? Abbiamo parlato giusto una settimana fa del completo sfascio della community italiana di YouTube, ma se analizziamo più approfonditamente, ci renderemo conto che parliamo di un problema comune al mondo intero.

Tutti vogliamo vincere, anche quando giochiamo; ma c’è modo e modo di vincere e soprattutto di perdere. Chi non sa analizzare una sconfitta, comprendendo che non è tutta colpa del nuovo giocatore se si è perso (forse proprio perchè era nuovo andava aiutato di più e non lasciato alla mercè degli avversari), ma soprattutto chi non riflette sul fatto che stiamo parlando pur sempre di un GIOCO (!!!) in cui nessuno ci sta guadagnando niente, non troverà mai spazio per divertimento.

Allo stesso modo, chi in una comunità, reale o virtuale che essa sia, passa il tempo a criticare quel che altri fanno, è solitamente chi di suo non combina nulla. Facciamo un bagno di umiltà, riscopriamo la cooperazione tra persone, a tutti i livelli, e soprattutto impariamo a metterci nei panni degli altri prima di sparare a zero nascosti dai tasti della nostra tastiera.

 

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