GAME STORY – VERSO L’INFINITO…E BASTA

Non è propriamente infinito, ma si parla comunque di uno spazio talmente grande da risultare inesplorabile, o almeno ingestibile, nella sua interezza. Stiamo parlando di Stellaris, gioco di strategia della Paradox, uscito a maggio e come al solito provato in non-anteprima dal vostro blogger preferito. Il merito di questo post va soprattutto però al team che ha curato la traduzione italiana del gioco; una vera chicca che ha reso decisamente più accessibile un titolo che altrimenti avrebbe richiesto molto tempo per essere tradotto in tempo reale. Qua trovi la pagina Facebook del team.

Gioco che piacerà a pochi, molto gestionale, in parte strategico, per nulla action, ma comunque molto coinvolgente.

Di sicuro una delle parti più interessanti è la creazione della propria razza, completamente personalizzabile, dall’aspetto, al nome, ai tratti caratteriali distintivi, fino a decidere la tipologia di governo che si vuole promuovere nell’intera galassia. Creata la propria specie, si passa a scegliere quale tipo di pianeta sarà il più congeniale al proprio popolo e con quale architettura verranno costruite strutture e mezzi di trasporto. Nulla è lasciato al caso.

L’inizio è abbastanza classico per un gestionale: cercare e raccogliere le prime risorse, fondamentali per lo sviluppo. Fino a qui tutto nella norma. Subito però iniziano le prime insidie, rappresentate dalla lentezza nei progressi dovuta al possesso di una sola nave per le ricerche e una per la costruzione, dal dubbio atroce su quali siano le tecnologie migliori da far ricercare ai propri scienziati e, se siete fortunati come me, dalla gestione dei primi contatti diplomatici con altre civiltà. Dopo il primo impatto famigliare, si viene catapultati in un vero e proprio universo di aspetti da gestire, alcuni più banali, altri decisamente meno.

Ma la vera difficoltà arriva quando si iniziano a colonizzare nuovi mondi; a quel punto la sfida si fa veramente frenetica e caotica, dato che a quel punto si avrà un buon numero di navi da gestire, pianeti su cui avviare i primi “accampamenti” civilizzati, pianeti su cui è necessario schiavizzare la popolazione locale pur di avere quelle risorse che, piano piano, saranno sempre più difficili da reperire e sempre più necessarie.

Nel complesso però parliamo di un gioco che per gli amanti dei gestionali, è decisamente divertente, molto coinvolgente e soprattutto che vi farà passare ore e ore al PC senza che nemmeno ve ne accorgiate. La completa libertà nella costruzione della propria civiltà e del proprio impero è il punto di forza su cui si basa l’intero gameplay, e aggiungerei giustamente. Se No Man’s Sky dà l’idea di essere un gioco infinito a parole, ma monotono e noioso a fatti, questo Stellaris è l’esatto opposto; quelli che sembrano gli aspetti secondari e noiosi di titoli similari, come ad esempio la saga Total War, qua sono i punti di forza, quelli che trasformano un videogioco in un’esperienza davvero immersiva, proprio perchè ricca di dettagli, anche insignificanti.

Congratulazioni Paradox.

 

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