GAME STORY – FUORI DAL BUNKER

Chi mi conosce ormai saprà che sono un ritardatario in ogni aspetto della vita, soprattutto quando si tratta di videogiochi; infatti ho preso in mano solo l’altro giorno Fallout 4. Si lo so, sono scandalosamente in ritardo. Meglio tardi che mai però, no?

Non sono mai stato un particolare fan della serie Fallout, però mi è sembrato chiaro fin dalla sua uscita del novembre dello scorso anno, che questo titolo meritasse la mia attenzione.

La creazione del personaggio mi ha portato via un sacco di tempo, non perché non fosse semplice, ma proprio per il suo opposto. È talmente semplice cambiare completamente i connotati del proprio personaggio che non sapevo decidermi su come farlo. Alla fine l’esperienza ha prevalso sulla gioventù: il mio caro Henry è un attempato signore sulla sessantina, segnato dal tempo e da alcune brutte bruciature sul viso, con un fisico non più al culmine della condizione atletica, ma comunque prestante per la sua età. Wow…che trip mentale.

Nemmeno il tempo di riflettere sull’origine delle cicatrici di Henry che mi si presenta alla porta un cacchio di venditore porta a porta che vuole rifilarmi la solita multi-proprietà sotto mentite spoglie…si fa passare per un tipo della Vault-Tech. Oramai se le inventano tutte.

Appena liquidato questo seccatore, mentre sto per godermi una meritata birretta, ecco che inizia il panico generale; sirene spiegate, annunci TV di un disastro nucleare imminente, gente in fuga dalle loro abitazioni…il caos. Fuggiamo anche io e la mia famiglia, fino ad arrivare al famoso Vault, dove il venditore porta a porta è stato messo…alla porta. Lo dicevo che voleva rifilarmi una multi-proprietà. Riusciamo ad entrare nel Vault giusto in tempo: l’esplosione nucleare spazza via tutto, mentre noi scendiamo in quella che sarà la nostra nuova casa.

L’accoglienza nel Vault è piuttosto spartana: vestiti nuovi, tutti in fila per i controlli e successivamente tutti portati in capsule di ibernazione. Tutto regolare, no fosse che al mia risveglio, degli uomini rapiscono mio figlio e uccidono mia moglie. Così, senza un apparente motivo. Avrà pur ragione ad essere incazzato il buon Henry?

Riusciamo a liberarci dalla capsula e ci lanciamo all’inseguimento, per vendicare nostra moglie e riportare a casa nostro figlio. Tutti nel Vault però sono morti da parecchio tempo, e gli unici abitanti viventi della struttura sembrano essere dei giganteschi scarafaggi radioattivi, fin troppo facili da uccidere. Facendoci largo tra i cadaveri, arriviamo finalmente alla porta del Vault, li dove tutto questo incubo è iniziato e finalmente uscire alla luce del sole.

Gioco decisamente coinvolgente, mi ha subito preso la trama, non eccessivamente complicata, ma di impatto emotivo. E poi mi sono già affezionato al buon Henry, ci tengo che possa davvero ricongiungersi con il figlio.

 

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