POKEMON GO – SCOMODIAMO WITTGENSTEIN

Potrebbe sembrare un’accozzaglia di parole non collegate tra loro il titolo di questo post, ma del resto è perfettamente in linea con l’argomento di cui voglio trattare oggi, un misto di moda e filosofia, di populismo e di comunicazione in generale, tutto apparentemente senza senso, ma se si riflette per un secondo, si intravede un quadro generale di fondo.

Parliamo del fenomeno del momento, dei suoi haters e del giornalismo moderno.

Partiamo con una premessa: chi era Wittgenstein? In soldoni, era un filosofo austriaco, vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, considerato uno dei più importanti pensatori del novecento e stimatissimo soprattutto nel mondo anglosassone, oltre ad essere uno dei più importanti esponenti di quella che potremmo chiamare filosofia del linguaggio, cioè lo studio della relazione tra realtà e linguaggio.

Ma lasciamo un attimo li in disparte Wittgenstein; abbiamo ben altro di cui parlare prima di tirarlo in ballo.

Come ben sappiamo in questi giorni non si parla d’altro che di Pokemon GO, un vero fenomeno virale che ha fatto impazzire milioni di giocatori in tutto il mondo. L’industria dei mass media, in crisi profonda già da diverso tempo, sta approfittando di questa moda per aumentare temporaneamente il proprio bacino d’utenza, le visualizzazioni su internet e quant’altro. Se fino a 6 mesi fa per avere successo anche su una piattaforma come YouTube, dovevi fare gameplay di League of Legends, Minecraft, Clash of Clans o Clash Royale, oggi basta puntare su Pokemon GO. Tutti ne parlano, tutti ci giocano, tutti si divertono.

O quasi.

Come sempre quando si crea una moda, in automatico si genera anche il club degli alternativi, quelli che sono contro tutto e tutti a prescindere; se da domani mangiare dovesse essere il nuovo must, probabilmente ci libererebbero della loro fastidiosa presenza per sempre, ma realisticamente così non sarà.

Riconoscerli è di una facilità imbarazzante, dato che solitamente fanno post tipo “Ma pensare alla figa invece che a Pokemon GO?”. Questo già dovrebbe dire tutto su di loro, ma a me piace infierire; l’essere umano si distingue dall’animale perchè, a differenza di quest’ultimo, è dotato di una ragione che lo porta ad elevare la sua esistenza dal ciclo vitale del nasci-ti riproduci-muori, ad una vita di scoperta, di ricerca, di continua tensione verso il miglioramento personale e della specie.

Con questo non voglio dire che Pokemon GO sia il tassello mancante per l’evoluzione del genere umano, ma credo sia comunque un’attività cerebrale più profonda che fischiare dietro ad una bella ragazza o pensare continuamente alla figa. Che poi se avete tempo di fare certi post su Facebook, si alla figa ci pensate, ma di cuccarla manco per sbaglio.

Ah per la cronaca, il 40% dei giocatori di Pokemon GO è composto da ragazze; io sono felicemente convivente con la mia ragazza e giochiamo insieme a Pokemon GO. Pensatela come volete.

Oltre a questi esseri non-pensanti, ci sono anche altri esponenti, luminari del pensiero moderno: i giornalisti. Ah i giornalisti, sempre fonte di ispirazione per capire cosa non fare nella vita. Il lavoro del giornalista è fare notizia, non raccontare una storia per com’è realmente (pensate a Wittgenstein), loro la devono raccontare in modo che il lettore voglia leggerla. Questa razza maledetta ringrazia il cielo quando avviene una qualche catastrofe, quando scoppia una guerra, quando si consuma una tragedia. Ma non penso di dover spiegare l’ABC della comunicazione.

Il successo di Pokemon GO ha fatto notizia, e tutti ne hanno parlato. Finalmente il mondo NERD considerato dal resto della civiltà, tutti si ricordano che esistiamo anche noi. Questa non sarebbe una brutta cosa, a patto che i giornalisti atti a redigere articoli e servizi su Pokemon GO siano un MINIMO informati su quanto accade realmente. Quando mai. E così il gioco che ha cambiato il 2016 viene messo in ridicolo da gente che non lo ha provato, che probabilmente non sa nemmeno usare uno smartphone, che non ha mai visto una puntata della serie animata Pokemon, ma che si permette di dare giudizi a riguardo.

Un certo tipo di giornalismo invece si batte assiduamente per far capire alla gente quanto sia idiota e addirittura pericoloso andare in giro con la testa china sullo schermo per catturare Pokemon. E lo dicono mentre guardano foto su Instagram, postano su Facebook, giocano a Candy Crush…oh, tutte cose per cui non si passa assolutamente per idioti. Complimenti, voi siete il cancro, avete vinto.

La cosa peggiore però è che io con questo post, ho dato importanza a tutti loro, a tutta questa masnada di imbecilli e idioti che parlano senza sapere di cosa si parla, a questa gente che il cervello, se ce l’avesse, non lo userebbe comunque. Se ricevessero l’attenzione che meritano, verrebbero emarginati dal mondo; ma purtroppo la saggezza tace, l’ignoranza urla, e quale delle due faccia più rumore è facile da capire. Diventa davvero difficile fare gli indifferenti quando cade anche l’ultima goccia che fa traboccare il vaso.

Invito quindi a fare un riflessione su Wittgenstein e su quanto sostenesse lui in estrema sintesi: su ciò di cui non si può parlare, bisogna tacere.

Se non sapete, se non capite, tacete.

Giocate se vi piace Pokemon GO, non giocateci se non vi piace, ma almeno provatelo prima di parlare male. Davvero, fate un favore a voi stessi e al resto del mondo.

 

 

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...