HO INIZIATO A VEDERE STRANGER THINGS

La pubblicità funziona, tutti quelli che affermano il contrario sono dei babbei. Se avete un abbonamento Netflix, sarete stati bombardati come me, tutte le volte che lo si avviava, con la musica angosciante di questa fantomatica nuova serie disponibile dal 15 luglio, Stranger Things. Rimanendo sempre e comunque il primo risultato a spuntare fuori ogni volta che si avvia il servizio, bene o male tutti gli utenti erano a conoscenza di questa nuova uscita. Giorno dopo giorno, la curiosità ha fatto il resto e così ieri ho ceduto e ho visto le prime 2 puntate di Stranger Things.

Non credo di aver ancora ben capito come inquadrare questo telefilm, se come horror o come thriller ma sicuramente è una serie ben studiata e con una varietà di personaggi molto intriganti, dallo sceriffo ai tre ragazzini “protagonisti”, dalla madre di Willie a Undici. Non farò spoiler, anche perchè dopo due puntate c’è davvero poco da spoilerare, a malapena si capisce cosa sta accadendo nella piccola Hawkins, la classica cittadina degli Stati Uniti in cui tutti si conoscono, le voci girano in fretta e non succede mai nulla…beh, diciamo la tipica cittadina medio/piccola di qualsiasi stato del mondo.

Tutto però in questa serie mi fa ben sperare di aver di fronte un piccolo capolavoro; in particolare sono rimasto colpito dalla colonna sonora, davvero sublime, dalla trama eccezionalmente misteriosa e dalla struttura dei personaggi, davvero ben caratterizzati, vari e interpretati benissimo.

Se dovessi riassumere quanto ho visto con 3 aggettivi direi: suggestivo, coinvolgente e terrificante.

Difficilmente non si viene travolti dalla serie di eventi incomprensibili che si susseguono in questo piccolo paese, eventi che vanno a minacciare lo status quo di una cittadina talmente normale da sembrare reale agli occhi di chi osserva. Il coinvolgimento è totale, non ci si può non immedesimare nelle situazioni rappresentate, proprio perchè rese perfettamente sia grazie ad una regia ottima che grazie all’ottima sceneggiatura. E poi l’ansia, l’angoscia, la paura aleggiano nell’aria come in poche occasioni.

Stranger Things sembra un gioco horror fatto a telefilm, ma non uno di quei giochi dove ci si spaventa a causa dei repentini rumori violenti, ma dove la paura è vera, dove si ha l’ansia di andare avanti perchè non si sa fino a che punto vogliamo realmente scoprire la verità. Eppure non si riesce a smettere di guardare, si vuole vedere sempre di più, anche a costo di avere gli incubi di notte.

Che fantastico masochismo.

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