VINCERE AD OGNI COSTO

Ciao caro lettore.

Il mio ultimo post mi ha fatto riflettere molto più di quanto non avessi mai realmente fatto riguardo ad un aspetto che ha caratterizzato gli ultimi 10 anni di videogame: la competitività. Se il massimo della soddisfazione prima poteva essere smerdare il tuo amico seduto accanto a te sul divano, ora la possibilità è di smerdare chiunque nel mondo. 

Siamo talmente ossessionati dalla competitività e dal desiderio di primeggiare, che qualcuno ha deciso di farci i soldoni con questo difetto umano; ed ecco a voi quindi i Free-to-play che spesso sono Pay-to-Win, ossia più acquisti gemme/diamanti/potenziamenti, più velocemente progredisci e ti migliori. E il fatto che le società sviluppatrici di questi videogame hanno fatto i big money, la dice lunga. Perchè incassare 59€ una tantum quando posso assicurarmi un cliente fisso che ogni mese mi spende 10€ per acquistare diamanti? In pratica è come la droga o il gioco d’azzardo, ma a differenza di questi è legale e nessuno li ha ancora iniziati a criticare. I bacchettoni si stanno ancora lamentando che GTA rende violenti. Infatti è noto che l’ISIS sia uno dei principali importatori di console, destinate all’addestramento dei suoi fedeli.

Ma non è di questo che voglio parlare, bensì dei livelli di competizione che si sono venuti a creare. Non fraintendermi, io sostengo la competizione, perchè credo che sia il modo migliore per migliorare e migliorarsi, in tutti gli aspetti della vita. Però deve essere una competizione costruttiva e non distruttiva, cioè non deve mai diventare ossessione.

 

Mi rendo invece conto che i giochi attualmente sono ossessionanti, perchè ammettiamolo, a nessuno piace perdere, ma a volte certe sconfitte son talmente avvilenti da farti scattare in testa quel meccanismo che ti porta a intestardirti su un titolo finchè non sarai riuscito a diventare il migliore, o almeno abbastanza bravo da credere di esserlo. YouTube è pieno di video di gente più o meno giovane che impazzisce di fronte ai videogame; i video in se sono davvero divertenti, ma bisogna riflettere. Davvero vale la pena prendersela per un videogame? Dipende. Dipende come vivete il “gioco”: per alcuni il gioco è una cosa serissima, e io sono tra questi, per altri è soltanto un passatempo. Questa è la principale differenza tra gli orientali e tra noi occidentali ed una delle ragioni per cui sono loro a primeggiare negli e-sports. Loro DEVONO vincere, DEVONO essere i migliori; giocare è una perdita di tempo solo se non vinci, e io su questo sono d’accordissimo. Tuttavia è una mentalità che per noi occidentali pragmatici è poco razionale, per noi giocare è un passatempo per bambini.

Diventa difficile capire quale sia il modo migliore di giocare, se per passatempo o per passione. L’importante è giocare, sempre e comunque.

Fammi sapere quel che ne pensi e come al solito ricordati di seguirmi su tutti i Social Network e di essere NERD senza vergogna.

Grazie per la lettura. Ci vediamo presto con tantissimi altri contenuti.
See you soon!

 

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