VIDEOGAME A RISCHIO ESTINZIONE

Ciao caro lettore e bentornato.

Il mondo animale conosce questa parola si può dire da sempre: ESTINZIONE. La minaccia più grande per una specie, non esistere più. Una delle ragioni intrinseche della vita è quella di riprodursi, mantenere viva la propria specie e farla perdurare negli anni. Tuttavia spesso per svariate ragioni, l’estinzione arriva in qualsiasi caso, è solo questione di tempo e di casualità.

Ma non sono qui per farvi una lezione di scienze, bensì per raccontarvi di alcuni generi di videogame che si avviano ad un’inesorabile estinzione. E nemmeno la riproduzione li può salvare ormai.

Il primo esempio che mi viene in mente sono i picchiaduro; giochi tipo Street Fighter e Mortal Kombat hanno avuto il loro periodo d’oro con i cabinati da sala giochi, un periodo di rinascita con l’uscita delle prime console (vedi Tekken), e poi il lento declino, fino alla quasi totale sparizione. Rimangono titoli di spicco, ma i numeri che fanno registrare sono ridicoli in rapporto alle cifre di un tempo. Evoluzione della richiesta del pubblico e un sistema di gioco troppo ripetitivo sono solo 2 motivi che stanno mettendo a rischio estinzione una categoria davvero nobile. Se si va ad analizzare le uscite di questi videogiochi, andando ad escludere titoli basati su manga come Naruto e Dragon Ball (che per inciso non sono picchiaduro puri), negli ultimi anni si possono contare come titoli di spicco solamente Mortal Kombat X, Street Fighter V (entrambi usciti nell’ultimo anno) e Super Smash Bros 4, grande successo su Wii U. Davvero poca roba per uno dei generi principe del mondo videoludico, quello che più di tutti ha acceso la nostra competitività. A proposito di competitività, un altro genere che si è evoluto fin quasi a perdere totalmente la sua iniziale vocazione, è quello degli FPS. Gli sparatutto in prima persona stanno sparendo, e la prova di quanto sto dicendo è l’ultimo Doom. Si tratta di un titolo sublime, davvero bellissimo, ma è una candela nel buio. Gli ultimi titoli degni di nota di questa categoria sono, a mio giudizio, quelli della saga Bioshock. Ormai gli sparatutto non mirano più al singleplayer, al gioco come passatempo, a una storia che non ha una trama e che nonostante questo ci prende perchè ci divertiamo a mutilare mostri con il lanciarazzi; tutti puntano alla longevità e all’interesse della massa nel loro lato multiplayer. Ed è questo il motivo principale del declino di FPS puri e duri, quelli tipo Doom, Duke Nukem, Quake (non Arena): cambio dnei gusti del pubblico. La scarsa longevità e l’assenza totale di una trama più profonda di quella di un film porno, sono tutte cose che un pubblico sempre più vasto ed esigente pretende da un videogioco di ultima generazione. Se avete un CoD/Battlefield, riflettete su questo: quanto avete giocato in singleplayer e quanto in multiplayer? La conclusione la lascio a voi. Infine una menzione la merita un genere che si è ormai definitivamente estinto, un genere che ha fatto la storia dei videogame; sto parlando dei giochi di corsa. Mi potrete dire “eh, ma escono un sacco di giochi di simulazione di guida e di corsa! Tutti gli anni esce il nuovo Formula 1, c’è Assetto Corsa, Project Cars, Forza Motorsport, Gran Turismo…”. Si, si, si, tutto bello e tutto vero. Ma ditemi onestamente: se non sei almeno un appassionato, quanto ci capisci di questo genere? Sono tutti ottimi giochi, ma troppo simulativi. Io voglio un gioco ignorante, uno di quelli in cui basta salire in macchina e guidare, e il più veloce vince. Non voglio dover diventare ingeniere per poter fare l’assetto della macchina. Dove son finiti giochi tipo Mario Kart? Tipo Wipeout?  Per questo dico che il genere delle corse si è estinto; non esiste più un gioco di corsa che non sia simulazione, cosa che limita notevolmente il mercato ad uno dei generi più importanti del mondo videoludico.

Più che estinzioni si può parlare di evoluzione fino alla completa rivoluzione del progetto iniziale, caratteristica che ha interessato maggiormente questi 3 generi piuttosto che tutti gli altri. La causa è da ricercare in noi stessi e più in generale nelle richieste del mercato: abbiamo raggiunto livelli di realismo grafico tali da non poter quasi più sviluppare in quel senso la profondità della nostra esperienza. In questo modo ci siamo concentrati su altro, sulla longevità e sulle meccaniche di gioco; difatti se si va ad analizzare, i generi che più sono stati snaturati sono proprio quelli che soffrivano di entrambe queste caratteristiche. Non è un male, evoluzione significa anche miglioramento, stare al passo con i tempi. Non sono un nostalgico ad oltranza, che sostiene che i videogiochi migliori fossero quelli della sua infanzia. Però è un peccato vedere come titoli che hanno fatto la storia del nostro mondo, siano diventati anacronistici, e presi in mano a distanza di 10, 15, 20 anni, ci facciano esclamare “Dio santo…come facevamo a divertirci con questa roba?!”.

Fammi sapere quel che ne pensi e come al solito ricordati di seguirmi su tutti i Social Network e di essere NERD senza vergogna.

Grazie per la lettura. Ci vediamo presto con tantissimi altri contenuti.
See you soon!

 

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